Luglio 17, 2026
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La nuova fase del tour di Schegge segna un passaggio importante per Giorgio Poi. Le venue sono cresciute, e con loro anche il pubblico. A Milano, l’Alcatraz accoglie un concerto sold out e un’atmosfera già elettrica prima ancora che le luci si abbassino: segno evidente di come il cantautore abbia ormai superato la dimensione di culto per approdare a una platea molto più ampia.

Negli anni, la sua scrittura è stata apprezzata da una cerchia affezionata ma relativamente ristretta, nonostante la visibilità ottenuta grazie a collaborazioni con artisti della scena pop contemporanea. Oggi il quadro sembra cambiato: la risposta calorosa di un pubblico giovane e numeroso testimonia come il suo percorso artistico abbia finalmente trovato un riconoscimento più largo.

Il concerto si apre con “Giochi di gambe”, che dal vivo acquista subito una spinta notevole, seguita da “Acqua minerale” e da “Nelle tue piscine”, in un alternarsi di presente e passato che definisce bene la poetica del cantautore. Gran parte della serata ruota naturalmente attorno ai brani di Schegge, l’album pubblicato nel 2025: un disco meno immediato rispetto ai precedenti ma ricco di sfumature, che col tempo ha rivelato tutta la sua profondità.

Sul palco, accanto a Poi, c’è una band ormai rodata: Matteo Domenichelli al basso, Benjamin Ventura alle tastiere e Francesco Aprili alla batteria. Più che semplici accompagnatori, i tre contribuiscono a creare una vera identità sonora collettiva. La loro intesa emerge soprattutto nei momenti più dinamici, dove arrangiamenti essenziali si arricchiscono di dettagli raffinati e di una tensione ritmica sempre molto precisa.

Il live mantiene quell’equilibrio tra delicatezza e intensità che negli anni è diventato la cifra dei concerti di Giorgio Poi. Le nuove composizioni mostrano una componente pop più marcata, sostenuta anche da qualche sequenza elettronica in più rispetto al passato, ma senza snaturare l’approccio caldo e organico della band.

Una delle novità di questo tour è la durata dello spettacolo: quasi due ore di musica per una scaletta molto ampia, con oltre venti brani. Un viaggio che attraversa tutta la discografia del cantautore, includendo i momenti più amati dai fan. Tra questi spiccano “Tubature” e “Niente di strano”, ormai veri e propri punti di riferimento del suo repertorio. Non manca la delicatezza malinconica di “Il tuo vestito bianco”, così come la fragilità emotiva di “Giorni felici” e “Rococò”.

C’è spazio anche per momenti più raccolti: “Supermercato” viene proposta in versione acustica, evocando con semplicità il clima sospeso del periodo pandemico, mentre “Erica cuore ad elica” guadagna una nuova eleganza in una veste semi-acustica particolarmente suggestiva. Tra le sorprese della scaletta compare anche “Non mi piace viaggiare”, ripescata dopo tempo e accolta con entusiasmo.

Tra i brani più recenti, “Tutta la terra finisce in mare” si distingue per la sua intensità emotiva, mentre “Uomini contro insetti” chiude il set principale con un tono sospeso e malinconico.

Il bis riserva uno dei momenti più esplosivi della serata: durante “Missili” sale sul palco anche Frah Quintale, scatenando il pubblico in un coro collettivo che trasforma la sala in un unico grande singalong. Dopo “Vinavil”, il concerto si chiude con “Les jeux sont faits”, un brano dal ritmo pulsante e dal gusto elettronico che richiama la scuola dei Phoenix, regalando un finale festoso e liberatorio.

A distanza di oltre dieci anni dall’esplosione della nuova scena indipendente italiana, Giorgio Poi continua a dimostrare una qualità rara: quella di restare fedele alla propria identità musicale, costruendo un percorso coerente e riconoscibile. Il concerto milanese lo conferma ancora una volta: eleganza, intensità e una scrittura capace di parlare a un pubblico sempre più vasto.

Torino: il Milk conferma il successo

Il 10 marzo il tour fa tappa al Milk di Torino, anch’esso sold‑out. La scaletta ricalca quella milanese, alternando le nuove composizioni ai brani più amati dai fan. L’accoglienza del pubblico torinese conferma la capacità di Giorgio Poi di costruire concerti intensi ma mai sopra le righe, mantenendo intatta la sua identità sonora.

Il doppio sold‑out racconta un artista in crescita, capace di riempire club sempre più grandi senza perdere l’intimità che caratterizza il suo live. Dieci anni dopo la rivoluzione della scena indipendente italiana, Giorgio Poi resta tra i nomi più solidi del cantautorato contemporaneo: una scrittura elegante, una band affiatata e la capacità di emozionare pubblico storico e nuovi ascoltatori rendono questo tour un successo inequivocabile.

Photo Credit Milano – Gabriella Liotti

Photo credit Torino – Nicola Londei

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