Giulia Mei è una cantautrice e pianista palermitana che ha conquistato il panorama musicale italiano con il suo stile unico, che fonde cantautorato, pianismo classico e musica elettronica. Il suo secondo album, “Io della musica non ci ho capito niente”, uscito il 28 marzo 2025, segna una svolta nella sua carriera, rappresentando una dichiarazione d’amore al disordine creativo e alla libertà espressiva.
Il titolo dell’album è una provocazione ironica che riflette il desiderio di liberarsi dalle convenzioni musicali e di abbracciare una creatività più spontanea e giocosa.
Il disco è stato prodotto da Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo e vanta la partecipazione di artisti come Rodrigo D’Erasmo, Anna Castiglia e Mille.
Il tour estivo di Giulia Mei è partito il 3 giugno 2025 e prevede una serie di concerti in diverse città italiane. Durante i live, Giulia Mei si esibisce accompagnata da una formazione in trio composta da Luca Zeverini (Vezeve) al beatboxing e Dario Marchetti alle percussioni e synth, creando uno spettacolo che mescola emozioni, stati d’animo e sonorità diverse.
Con il suo approccio autentico e la sua capacità di trasformare il dolore in musica, Giulia Mei continua a conquistare il cuore del pubblico, consolidandosi come una delle voci più interessanti e originali della scena musicale italiana.
Giulia Mei, grazie prima di tutto per essere con noi questa sera. Per chi non ti conoscesse ancora, raccontaci un po’ la tua storia musicale, hai voglia?
Sì, spero di essere breve (ride). Io sono Giulia Mei, sono una cantatrice pianista e, al momento, sto portando avanti il tour del mio secondo album che si chiama Io della musica non ci ho capito niente; dentro ci sono tante canzoni, storie in cui parlo di me stessa, di come vedo il mondo e di come, soprattutto, vorrei un po’ cambiare il mondo anche attraverso la musica. In questo momento, ho il la grande fortuna di portare in giro questo disco insieme a una band straordinaria.
Tu hai partecipato a X Factor. È stata un’esperienza importante, immagino.
Assolutamente sì.
Che ricordo hai di quel percorso che hai fatto?
È un ricordo bellissimo perché è stata la mia prima e vera esperienza televisiva, quindi già solo per questo è la famosa gavetta, che in qualche modo si continua anche in queste esperienze che richiedono anche una certa prestanza, una performance diversa. È stata una bellissima esperienza anche per le persone che ho incontrato: ho conosciuto moltissime persone là dentro e come sempre, alla fine, la cosa che ti porti dietro è il prima e il dopo, perché poi l’esibizione dura pochissimo. Comunque, ripeto, è stata una bellissima esperienza per me.
Personalmente mi sei rimasta impressa, hai fatto una performance molto particolare. Invece, quali sono le tue principali ispirazioni musicali? E come influenzano il tuo stile.
Io amo giocare con la musica e mescolare mondi e generi musicali e atmosfere musicali. Io ho studiato tutta la vita musica classica, inizio facendo proprio canto lirico – ero un soprano – poi suonando Mozart, Bach, Chopin e tutto il mondo del pianismo e della letteratura pianistica classica. Poi un giorno scopro i cantautori e le cantautrici e mi innamoro della canzone che racconta. Poi negli ultimi anni scopro anche la musica elettronica, scopro la dubster, la tecno, la drum and base. Mi diverto a unire tutti questi mondi, quindi sono veramente tanti i mondi musicali. Cerco di ascoltare sempre a mente aperta, senza paletti, perché la libertà è veramente la chiave di volta della musica.
Tu hai studiato pianoforte al Conservatorio . Pensi che gli studi ti abbiano aiutata nella tua carriera?
Sicuramente per me è stato un bagaglio che mi porto dietro e per molte cose mi ha aiutato anche ad approcciarmi poi al pop e quello che faccio io. Per quanto sia stata tosta, il conservatorio ti dà anche un po’ quel rigore che a volte devo dire mi è tornato utile. Appunto quel rigore, quella abnegazione, a volte, mi è servita. A volte però, devo dire, mi ha un po’ incatenata. È come tutti i grandi amori, a volte è dolce, a volte è amaro.
Qual è stato il momento più bello della tua carriera finora?
Sono stati tanti i momenti più belli. Io credo che raccontartene uno sia un po’ riduttivo: ci sono tanti momenti. Ogni volta che io salgo sul palco e davanti a me vedo delle persone che cantano la mia musica, che sentono la mia musica e che si sentono connesse a me: quello è il momento bellissimo e, in particolar modo in questo momento della mia vita, probabilmente il momento più bello. Finalmente sto riuscendo a connettermi con le persone attraverso la musica, quello che provo e sento arriva agli altri e alle altre è una cosa incredibile davvero.
In questo periodo stai lavorando su nuovi brani, progetti, c’è qualcosa in arrivo che puoi, di cui puoi parlarci?
Allora sì, vi dico che è il disco che sentite su Spotify, sulle piattaforme non è ancora completo perché manca un ultimo singolo che uscirà prossimamente. Chi acquista invece il disco in vinile lo può ascoltare. Poi sappi che sto già scrivendo un nuovo disco perché non sto ferma mai. Sto già scrivendo e non vedo l’ora anche di lavorare a questa nuova musica. Per la novità quindi potete ascoltarlo sia sul vinile che nei live, perché io già lo sto suonando li. Inoltre, ci sarà un feet che farò con una cantautrice molto brava, che adesso non vi svelo.
Di solito come ti prepari per un concerto come quello di questa sera? C’è una routine particolare che segui prima di salire sul palco? Qualche gesto scaramantico?
Mi devo sempre riscaldare la voce, quindi faccio gli esercizi e tutte queste cose noiose. Poi mangio sempre poco durante i concerti; sono un po’ bacchettona, quella roba me la porto probabilmente da là. Poi cerco di rilassarmi il più possibile e anche di caricarmi. Poi quando sono in trio coi ragazzi è bellissimo perché c’è sempre uno scherzo continuo: come dicono i giovani ce la chilliamo.
Il live è sempre un’esperienza unica, ogni concerto è diverso, come ti senti prima di salire sul palco? E che emozioni provi durante la performance?
C’è aspettativa, una giusta ansia, un’emozione, una enormevoglia di fare, di dare. Ed è vero, come hai detto tu, è sempre diverso, perché cambia location, cambiano le persone. Ed è questa la bellezza, perché emozionarsi sempre in maniera diversa è una fortuna. Smettere di farlo non ha a che fare con l’umanità. Quindi sempre emozioni diverse, ma sempre bellissime.
Guardando il futuro. Dove ti vedi tra qualche anno? C‘è un sogno musicale che desideri realizzare?
Beh sì, è un sogno banalissimo: mi piacerebbe molto prima o poi toccare il palco di Sanremo. Perché, come è stato con X Factor, ho la possibilità di arrivare, di portare la mia musica a tanta gente e quindi di continuare questo percorso di connessione. Voglio parlare non alle persone ma con le persone: è uno scambio la musica. E poi, beh, vorrei continuare a fare questo lavoro che non è banale, credimi, nonlo è.
So che non è semplice, perché bisogna sempre essere nuovi. Però guardando i tuoi occhi vedo che c’è questa potenza. Quindi, secondo me, insomma, ti vedremo a Sanremo.
Grazie, grazie davvero.
Ultima domanda, un messaggio che vuoi dare ai tuoi fan che ti seguono da sempre?
Cari fan, ciao. Allora due messaggi: uno venite al tour estivo,è cominciato da poco e continuerà fino ad agosto, con poi date a settembre e ottobre. E sappiate cari fan, che da oggi, proprio dalla data qui all’Hiroshima a Torino sono disponibili, sul banchetto merch, anche le magliette di Bandiera, che mi hanno richiesto (ride).
Intervista a cura di Sandro Trombin
Photo Credit: Omar Viara























