Febbraio 15, 2026
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L’anno solare volge verso il termine, la città si abbellisce coi colori del Natale e nell’atmosfera di delizie che conferisce una caratteristica tinta a questo scorcio di Dicembre etneo, una bella nota in aggiunta arriva con il concerto di Noemi al Teatro Metropolitan.

La cantante romana si distingue ormai nel panorama della musica leggera italiana con una sua personalità affermata, ma soprattutto come espressione di una voce riconoscibile per il suo graffio originale. L’amore del pubblico viaggia sulla forza di attrazione di quel suo timbro inconfondibile e sulla potenza dettata dal piacere di assecondare un incontro segnato da notevoli tratti di eleganza umana e musicale.

Noemi entra in scena con un abito lungo sui colori dell’argento che lascia risaltare quel rosso dei capelli che da sempre ha connotato la sua immagine, da un lato delicata e però allo stesso tempo dotata di una capacità di graffio capace di lasciare il segno.

Così è anche per ciò che riguarda il suo spettacolo. Considerata l’atmosfera già natalizia, se il concerto si potesse paragonare a un dolce, viene da pensare a quei ‘cuori caldi’, morbidi all’esterno ma che nascondono dentro un’anima dal gusto forte e dal tocco incandescente.

Il viaggio musicale proposto dallo spettacolo vive di questa capacità: di saper accarezzare con la dolcezza di una voce avvolgente, la quale però, sa far venir fuori, al momento giusto e senza possibilità di difesa, la zampata della tigre.

La location teatrale permette di ridurre le distanze tra il palco e la platea, ma certamente l’entusiasmo sale alle stelle quando Noemi sorprende il pubblico scendendo giù in sala per trascinare il suo affezionato seguito di fans sulle note di quelle che restano alcune delle sue canzoni più vibranti, come L’amore si odia.

La scaletta propone un ventaglio di esibizioni piuttosto ampio che permette di conoscere le diverse sfumature del suo repertorio musicale, assicurando un crescendo di emozioni, specialmente, sulla parte finale del concerto, quando in sala arrivano quei pezzi che tornano a battere sulla forza di quel seducente miscuglio, fatto di note di dolcezza e di tagli graffianti; un po’ come quel ‘glicine di notte’, che sembra a proposito suonare come un motivo emblematico: “dentro ti amo e fuori tremo”.

Certo, qualche spinta in più forse lo spettacolo potrebbe guadagnare da qualche maggiore nota di cura degli allestimenti di scena, visto che basta già l’introduzione sul palco di una cornice luminescente, a metà concerto, per mettere ancora più in risalto l’eleganza femminile della cantante.

Ma, se la forza di Noemi sta nel suo eccezionale talento vocale, allora il pubblico può stare sereno; l’incontro in teatro vale sicuramente la pena di essere colto come un’occasione per gustare da vicino la sua musica e per abbandonarsi al fascino della sua voce: allo stesso modo di abbandonarsi al tocco di una carezza che sa lasciare un’amabile unghiata.  

Photo Credits: Francesco Ceraldi

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