Ci sono festival che programmano concerti e festival che raccontano un’epoca. Il Flowers Festival appartiene alla seconda categoria.Dall’11 luglio 2015 a oggi, il Cortile della Lavanderia a Vapore di Collegno è diventato qualcosa di più di una venue estiva: è uno dei luoghi in cui la musica italiana osserva sé stessa, misura le proprie trasformazioni e mette in dialogo generazioni, linguaggi e immaginari. Dal 25 giugno al 17 luglio, per l’undicesima edizione, Flowers torna con oltre venti appuntamenti e un cartellone che riesce ancora una volta nell’impresa più difficile: tenere insieme il presente, il passato e il futuro della scena musicale nazionale.Settemilacinquecento persone a sera, tre date già sold out prima ancora dell’inizio, un’arena immersanel Parco della Certosa e una line-up che attraversa rock, rap, cantautorato, elettronica, pop e nuove avanguardie. Ma i numeri, da soli, non spiegano perché Flowers sia diventato uno degli appuntamenti più importanti dell’estate italiana.Forse la risposta sta proprio nel luogo che lo ospita. Quello che un tempo era parte del più grande manicomio d’Italia è oggi uno spazio di cultura, incontro e condivisione. Una trasformazione simbolica che racconta molto dello spirito del festival: fare della musica uno strumento di connessione, apertura e comunità.L’inaugurazione del 25 giugno è affidata a Fulminacci, una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana, accompagnato da Laba Dessa e Scar. Da lì in avanti il programma si sviluppa come una mappa dettagliata della musica contemporanea: la tradizione cantautorale di Mannarino, la forza generazionale dei Negramaro, la poetica ibrida di Gio Evan, la scrittura magnetica di Madame e il ritorno sul palco degli Zen Circus insieme a Motta.Ma è impossibile ignorare alcuni momenti destinati a segnare questa edizione. L’11 luglio torna finalmente Caparezza. Dopo quattro anni di assenza dai live, il rapper pugliese riaccende il rapportocon il suo pubblico portando a Collegno “Orbit Orbit”, uno spettacolo che ha già fatto registrare il tutto esaurito e che si annuncia come uno degli eventi musicali dell’anno.Pochi giorni dopo, il 15 luglio, sarà la volta dei Subsonica. Trent’anni di carriera non sono soltanto una celebrazione anagrafica: sono il racconto di una band che ha contribuito a cambiare il linguaggio del rock e dell’elettronica italiana. La tappa torinese di “Terre Rare 96-26”, condivisa con i Casino Royale, assume inevitabilmente il valore di una festa collettiva e di un ritorno alle radici.Il rap occupa uno spazio centrale, quasi fosse un festival nel festival. Noyz Narcos, Rancore, Dannoe DJ Craim costruiscono un ponte tra diverse stagioni dell’hip hop italiano, mentre Kid Yugi, Ernia e Gemitaiz rappresentano tre modi differenti di interpretare il presente del genere. Una fotografia completa di una scena che continua a evolversi senza perdere il legame con la propria storia.Accanto ai grandi nomi, Flowers continua a investire sulle nuove traiettorie della musica italiana. La Niña porta la sua personale fusione tra tradizione partenopea ed elettronica contemporanea; Sarafine conferma il suo percorso visionario; Lamante e Giulia Mei raccontano nuove forme di cantautorato femminile; Tutti Fenomeni e Faccianuvola si muovono tra pop sperimentale e sensibilità generazionale. Persino il ritorno degli iconici I Cani, tra gli eventi più attesi dell’intera estate musicale, trova qui una collocazione naturale.E poi ci sono gli appuntamenti che trasformano il festival in un rito collettivo: Voglio Tornare NegliAnni 90, Teenage Dream Party e il doppio sold out di Tony Pitony, fenomeno imprevedibile e trasversale capace di conquistare pubblici diversissimi attraverso ironia, performance e cultura pop.Undici anni dopo la sua nascita, Flowers Festival continua a fare ciò che i grandi festival sanno fare meglio: costruire un racconto. Non una semplice successione di concerti, ma una fotografia dell’Italia musicale di oggi, con tutte le sue contraddizioni, contaminazioni e possibilità.L’estate 2026 può ufficialmente cominciare. La sua colonna sonora passa ancora una volta da Collegno
