Maggio 16, 2026
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Il cantautorato femminile in Italia sta vivendo un momento di straordinaria forza, e Ginevra lo conferma con il suo nuovo album FEMINA. All’Off Topic di Torino, mercoledì sera, la cantautrice ha regalato al suo pubblico un concerto intimo e catartico, presentando per la prima volta il suo nuovo disco in una delle tre tappe speciali (a Torino, Milano e Roma); questi “piccoli appuntamenti con amplificatori” non sono pensati come un tour tradizionale, ma un modo per onorare – più specificamente – l’uscita del vinile. 

Ginevra, classe 1993, è una delle voci più raffinate e poetiche della scena musicale e, dopo aver esplorato suoni urban nei precedenti lavori, con FEMINA si immerge in un racconto profondo e personale, ma allo stesso tempo universale e dedicato a tutte le donne della sua vita. Il vinile, oltre a presentare una tracklist diversa dalla versione digitale, diventa simbolo di eleganza e ritualità: un oggetto da toccare, ascoltare e vivere. Da qui parte il senso di questi concerti raccolti, che tentano di restituire al pubblico l’intimità di un ascolto.

Sul palco, Ginevra si siede accanto a Mimmo (chitarrista dei Tropea) in una scena minimale ed elegante: due poltrone, alcuni strumenti musicali e amplificatori. Indossa una t-shirt, gonna e stivali. Ginevra esprime presenza ed autenticità e, in apertura, spiega la scelta di collocare, all’interno della copia fisica – all’inizio e alla fine – due brani d’acqua: la fonte ragazza di fiume. L’acqua, elemento chiave per Ginevra, fa da cornice all’intero album e ne impregna ogni singola canzone.

La voce di Ginevra, una sirena di fiume con “le squame al posto della pelle”, scivola nelle orecchie e scorre in tutto il corpo, parlando con estrema sincerità del suo quotidiano ed esponendo con delicatezza l’artista nella sua “feminilità”. Proprio questo suo quotidiano di donna è il filo conduttore dell’intero album e si declina diversamente nel corso della tracklist: la sensualità e l’amore in my baby! cupido, la difficoltà di accettarsi in cosa voglio cosa vuoi, il suo essere adulta e anche bambina in 30 anni, la complessità di una relazione in verità (feat Colombre) e, infine, l’accettazione di sé nei due brani acquatici e il suo essere donna nel 2025 in FEMINA. La title track, posta al centro dell’album sia nel vinile che in digitale, e riprende e allo stesso tempo espande il concetto di essere donna. Già in 30 anni, brano molto commovente e uno dei momenti più toccanti del concerto – forse per mio trascorso personale – Ginevra parla, oltre che di sé, di sua nonna, figura fondamentale della sua vita. Con il brano FEMINA, la narrativa si allarga ulteriormente e la cantautrice canta per tutte le donne private della voce nel corso della storia, come afferma la stessa Ginevra, ispirata dall’omonimo saggio di Janina Ramirez, una rilettura del Medioevo tramite le donne cancellate. È un brano politico, ma privo di ogni retorica, che si espone sulla violenza sulle donne, sul desiderio di potere e di controllo dell’uomo: Mi spogli con gli occhi / mi spari perché sono Femina”. Eppure èanche una canzone di speranza: la donna continuerà ad esistere e “fregherà” l’uomo lasciando come eredità una nuova femina, nata dal suo stesso corpo. Questo brano e l’intero album – e di conseguenza il concerto – sono un inno di sorellanza, di femminismo e di femminilità, di maternità, di libertà. Donna e acqua, dunque, le due fonti di vita per eccellenza, sono i temi che hanno generato l’album e che impregnano ogni parola. Grazie alla cornice dei brani più spiccatamente d’acqua, il vinile e il concerto sembrano quasi accompagnare lo spettatore in un rituale iniziatico, che io, donna di 24 anni, ho profondamente sentito e sono grata di aver percorso. Pochi concerti sono stati in grado di toccarmi così profondamente, nel mio essere donna, nel mio essere (forse) adulta e nelle consapevolezze che ho acquisito e che ho perduto.

Testo a cura di Emma Salone

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