La serata ad Inalpi Arena si apre con Lamante, giovane cantautrice dal timbro intenso, capace di catturare subito l’attenzione del pubblico con una performance misurata ma ricca di personalità. La sua presenza, lontana dal ruolo di semplice “apertura”, dà subito il tono alla serata: autentica e partecipata.
Poi sul palco sale Coez, accompagnato dalla sua band, pronto a guidare l’Inalpi Arena in un viaggio che alterna energia e introspezione. La scaletta pesca dai grandi classici — da La musica non c’è a Faccio un casino — ma lascia spazio anche ai brani del nuovo album 1998, creando un equilibrio perfetto tra nostalgia e freschezza.
La scenografia gioca con riferimenti anni ’90, televisori vintage e giochi di luci che trasformano il palco in un vero e proprio viaggio nel tempo. Il pubblico canta a squarciagola, partecipa, si emoziona: i momenti intimi si alternano a esplosioni collettive di entusiasmo, in cui ogni hit diventa una festa condivisa.
Se qualche piccolo neo logistico può aver creato qualche disagio agli spettatori più lontani, il calore del live e la presenza magnetica di Coez sul palco rendono la serata memorabile. Una performance che conferma la sua capacità di raccontare emozioni vere, in un equilibrio perfetto tra musica e identità artistica.
Photo Credit: Elisabetta Canavero





















Elisabetta Betta Canavero, unisco la passione per la musica, gli spettacoli e la fotografia, seguendo gli eventi più vicini e lontani, dando vita a racconti coadiuvati dall’obiettivo della macchina fotografica
