Luglio 23, 2026
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Non era sicuramente la serata più affollata di AstiMusica. Rispetto ad altri appuntamenti del festival, la piazza ha fatto registrare una presenza più contenuta, tanto che nel pomeriggio sono stati messi a disposizione anche alcuni biglietti gratuiti nel tentativo di portare il pubblico a riempire almeno in parte lo spazio davanti al palco. Una situazione che però non ha tolto valore a quello che è successo sul palco: perché, alla fine, la musica resta il vero giudice.

E il concerto dei Bluvertigo è stato un bel concerto. Una di quelle serate in cui il passato incontra il presente, tra elettronica, rock e quella dimensione visionaria che ha sempre caratterizzato la band.

Come prevedibile, gran parte dell’attenzione è stata catturata da Morgan. Frontman nel senso più completo del termine, capace di prendersi la scena con il suo modo di stare sul palco, tra teatralità, ironia e momenti di pura intensità musicale. La sua presenza resta uno degli elementi più riconoscibili dei Bluvertigo, nel bene e nel male, e anche ad Asti ha confermato quella capacità di trasformare un concerto in qualcosa di più di una semplice esecuzione di brani.

Un momento particolarmente apprezzato è stato il pensiero dedicato a Massimo Cotto, figura fondamentale per la musica italiana e legata anche alla storia di AstiMusica. Un omaggio sentito a chi per anni ha raccontato artisti, canzoni e storie con passione e competenza, lasciando un segno profondo nel panorama musicale.

Resta ora la domanda: cosa aspettarsi dal futuro dei Bluvertigo? La speranza dei fan è quella di non dover considerare questa solo una parentesi celebrativa, ma l’inizio di un nuovo capitolo. Vederli ancora in tour, magari accompagnati da un nuovo disco, sarebbe il modo migliore per dare continuità a un percorso che ha ancora molto da raccontare.

Perché i Bluvertigo, con tutte le loro contraddizioni e la loro storia, rimangono una delle realtà più originali della musica italiana. E quando salgono su un palco, l’impressione è che ci sia ancora qualcosa da dire.

Photo Credit Elisabetta Canavero

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