L’album “Guardare per Aria”, pubblicato nel 2014, è il terzo disco in studio di Bianco (Alberto Bianco), cantautore torinese dallo stile intimo e raffinato, capace di unire atmosfere sognanti a testi dal forte impatto emotivo. Il disco esce per l’etichetta INRI, consolidando la sua identità nel panorama indie italiano. L’album si distingue per arrangiamenti delicati, in cui chitarre acustiche, pianoforte e archi creano una dimensione sonora morbida, a tratti malinconica, ma con momenti di apertura solare. La produzione è pulita e curata nei dettagli, con un sound caldo e avvolgente che mette in risalto la voce di Bianco.
Alberto ha un timbro intimo e confidenziale, che rende le sue canzoni quasi delle conversazioni con l’ascoltatore. Il suo stile è vicino alla tradizione dei cantautori italiani, con una delicatezza che ricorda artisti come Niccolò Fabi e Samuele Bersani, ma con un approccio più indie e contemporaneo. L’interpretazione è sempre emotiva, senza mai risultare forzata. Tra i brani più significativi: “Corri Corri” – Una delle canzoni più celebri dell’album, con un ritmo incalzante e un testo che esprime una voglia di cambiamento e libertà. “Mela” – Un pezzo dolce e riflessivo, che gioca con immagini poetiche e una melodia avvolgente. “Stelle di giorno” – Un brano intimo che valorizza la scrittura evocativa di Bianco. In questo album, l’artista affina la sua capacità di raccontare emozioni quotidiane con una poetica delicata e immagini suggestive. Dieci anni sono un traguardo importante, soprattutto per un disco come “Guardare per Aria”, che ha segnato un capitolo essenziale nella carriera di Bianco. E quale modo migliore per festeggiarlo se non con un concerto che somigliasse a una festa tra amici? Questo è esattamente ciò che è accaduto ieri sera all’Hiroshima Mon Amour di Torino: un live che ha unito musica, poesia e condivisione, restituendo tutta l’anima di un disco che ancora oggi conserva freschezza e intensità. L’atmosfera del concerto è stata quella di una grande reunion: il pubblico, composto da fan affezionati e amici, ha accompagnato Bianco in un viaggio nei ricordi, cantando ogni parola come se il tempo non fosse mai passato. Fin dalle prime note, il palco si è riempito di quella magia che solo i concerti più sinceri sanno regalare: senza eccessi scenici, ma con la forza di canzoni che hanno saputo toccare corde profonde.
Bianco, con la sua voce calda e il suo approccio confidenziale, ha guidato la serata alternando momenti più energici ad altri più raccolti. I suoni, curati e ben bilanciati, hanno restituito la delicatezza degli arrangiamenti originali, con una band in perfetta sintonia. Oltre alla musica, c’è stato spazio anche per la parola, grazie alla presenza del poeta Guido Catalano, che ha regalato al pubblico alcuni versi tra il romantico e il surreale. Il suo intervento ha aggiunto un tocco di ironia e delicatezza alla serata, creando un dialogo perfetto con la sensibilità musicale di Bianco. Uno dei momenti più emozionanti del concerto è stato senza dubbio l’arrivo di Levante, artista e amica di lunga data di Bianco. Il pubblico ha accolto il suo ingresso con entusiasmo, e il duetto su “Corri Corri“, “Mela” e “Stelle di Giorno” è stato uno dei punti più alti della serata. Le loro voci si sono intrecciate in modo naturale, confermando ancora una volta l’alchimia artistica che li lega. Levante ha portato sul palco la sua energia e il suo timbro inconfondibile, donando ai brani una nuova intensità. Il concerto si è chiuso con un’atmosfera di gratitudine e nostalgia, tra applausi sinceri e il desiderio di non lasciare andare troppo in fretta quella serata speciale. Bianco ha salutato il pubblico con la semplicità che lo contraddistingue, ringraziando chi, dopo dieci anni, continua a dare voce a quelle canzoni. In un’epoca in cui la musica corre veloce e i dischi rischiano di perdersi nel flusso continuo delle nuove uscite, “Guardare per Aria” ha dimostrato di essere ancora un punto di riferimento, capace di creare legami e di emozionare, ieri come oggi.
Photo Credit: Elisabetta Canavero























Elisabetta Betta Canavero, unisco la passione per la musica, gli spettacoli e la fotografia, seguendo gli eventi più vicini e lontani, dando vita a racconti coadiuvati dall’obiettivo della macchina fotografica
