Agosto 11, 2026
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Solo pochi giorni fa, davanti a migliaia di fan in delirio al Villa Park di Birmingham, Ozzy Osbourne salutava il suo pubblico per l’ultima volta. Nessuno immaginava che quel concerto, intitolato Back to the Beginning, sarebbe stato davvero il suo addio definitivo. Oggi, il mondo della musica piange la scomparsa di una delle sue leggende più oscure e amate: Ozzy Osbourne è morto a 76 anni.

A darne notizia è la sua famiglia, con un comunicato diffuso dalle principali agenzie britanniche. “È morto circondato dall’amore”, si legge nella nota firmata dalla moglie Sharon e dai figli Jack, Kelly, Aimee e Louis. “È con più tristezza di quanto le parole riescano a trasmettere che comunichiamo che il nostro amato Ozzy è morto questa mattina. Chiediamo a tutti di rispettare la privacy della famiglia”.

Le cause del decesso non sono state rese pubbliche, ma le condizioni di salute del frontman dei Black Sabbath erano ormai note da tempo. Nel 2020 aveva rivelato di essere affetto dal morbo di Parkinson e, dal 2019, aveva affrontato una serie di interventi chirurgici alla colonna vertebrale dopo una caduta. In uno di questi interventi, i medici avevano scoperto anche un tumore tra due vertebre. Nonostante tutto, Ozzy non aveva mai smesso di lottare. “Ho un tumore. Ma se potrò fare un ultimo concerto, morirò felice”, aveva detto.

E così è stato. Il 5 luglio scorso, il rocker ha messo in scena il suo ultimo show proprio nella sua Birmingham, là dove tutto era cominciato. Un evento epico, con la reunion dei Black Sabbath e ospiti del calibro di Metallica, Pantera, Tool, Alice in Chains, Slayer e Guns N’ Roses. Un vero tributo a una carriera che ha riscritto le regole del rock e del metal.

Ozzy Osbourne non era solo un frontman. Era un simbolo, un’icona, una creatura fuori dal tempo capace di attraversare decenni, scandali, reality show e palchi infuocati senza mai perdere la sua essenza: quella di un sopravvissuto, un animale da palco, il vero Principe delle Tenebre.

Oggi il rock resta un po’ più silenzioso, ma l’eco della sua voce, dei suoi urli e delle sue follie continuerà a risuonare per sempre.

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