Settembre 28, 2026
mail

Con “turnista x sempre”, primo singolo del suo esordio solista, la batterista trasforma anni passati a suonare per gli altri in un manifesto di libertà, identità e resistenza. Il beat è il punto di partenza. La voce, la sorpresa.

Per anni ha fatto quello che fanno i turnisti: entrare nella storia degli altri senza necessariamente raccontare la propria.

Stare sul palco. Tenere in piedi una canzone. Ascoltare. Intervenire quando serve. Sparire quando è il momento.

Julie Ant conosce bene quella dinamica. Batterista tra le più apprezzate della scena italiana, ha attraversato progetti come SÌ! BOOM! VOILÀ! e condiviso lunghi percorsi musicali con artisti come Baustelle e Selton. Una carriera costruita sul ritmo, sull’ascolto e sulla capacità di trasformare la musica degli altri in qualcosa di profondamente personale.

Ma a un certo punto arriva una domanda: e se adesso toccasse a lei?

La risposta si chiama “turnista x sempre”, il primo singolo di Julie Ant, uscito venerdì 25 settembre per Bronson Recordings, e primo assaggio dell’album d’esordio solista previsto in autunno.

Il titolo sembra uno scherzo. Quasi uno slogan. In realtà è una provocazione.

Perché “turnista x sempre” racconta proprio il momento in cui un ruolo smette di essere una scelta e rischia di diventare un’identità obbligatoria. Una casella nella quale rimanere incastrati. Un’etichetta che finisce per stabilire non solo cosa fai, ma anche cosa puoi diventare.

Julie Ant prende quella definizione, la guarda in faccia e la manda in cortocircuito.

Musicalmente, il brano parte dal suo territorio naturale: la batteria. Il ritmo arriva prima di tutto il resto, fisico, nervoso, diretto. Poi il pezzo prende fuoco. Il punk mette dentro l’attitudine, quella voglia di non stare alle regole quando le regole non hanno più senso. Il funk e l’afro-beat aggiungono movimento, groove, profondità. Tutto si fonde in un impasto ruvido e incandescente che non sembra avere alcuna intenzione di chiedere permesso.

E poi succede qualcosa che, per una batterista abituata a stare dietro il microfono degli altri, non è affatto scontato.

Julie canta.

La voce entra nel brano come un altro strumento, ma soprattutto come un gesto di esposizione. Non basta più essere il motore della canzone: questa volta bisogna metterci la faccia. La propria storia. Il proprio punto di vista.

“Turnista x sempre”, scritto insieme a Emanuele Triglia, che ne ha curato anche la produzione, nasce così: da una necessità creativa che è prima ancora personale.

Il bersaglio non è soltanto il mondo della musica. È un meccanismo più grande, quello che ci convince che determinati ruoli siano naturali, inevitabili, immutabili. Che ci siano percorsi già tracciati e che uscire dalla traiettoria significhi rischiare troppo.

Julie Ant sceglie esattamente il contrario.

Le regole possono essere messe in discussione. I ruoli possono essere rovesciati. Le definizioni possono essere riscritte.

Soprattutto quando diventano troppo strette.

In questo senso, “turnista x sempre” è un inno alla resistenza. Non quella muscolare e astratta dei grandi slogan, ma quella quotidiana, spesso invisibile, di chi decide di non cedere un pezzo della propria identità pur di restare dentro un sistema.

È dedicata a chi non si rassegna all’abitudine. A chi non accetta che “si è sempre fatto così” sia una risposta sufficiente. A chi preferisce rischiare una strada nuova piuttosto che vivere comodamente dentro una definizione imposta.

Ed è forse proprio per questo che il primo singolo dell’album è anche il brano più istintivo e libero del progetto.

Non c’è una forma prestabilita da rispettare. Non c’è un personaggio da interpretare. C’è un’urgenza: raccontare finalmente Julie Ant attraverso il suo linguaggio, ma senza restare prigioniera nemmeno di quello.

Il ritmo è il punto di partenza. Non il limite.

Dopo anni passati a sostenere le canzoni degli altri, Julie Ant decide di costruirne una che le appartenga completamente. E scopre che il passaggio da turnista ad artista solista non è una questione di stare al centro del palco.

È una questione di smettere di chiedersi se si ha il diritto di esserci.

“Turnista x sempre” è arrivato venerdì 25 settembre. E quel “sempre”, nel frattempo, ha già cominciato a perdere il suo significato.

Lascia un commento

errore: Questo contenuto è protetto!