A questo punto servivano i droni. Perché, evidentemente, quando ti chiami Oasis, un semplice comunicato stampa non è abbastanza.
Ieri sera, intorno alle 22, il cielo sopra lo Stadio Olimpico si è trasformato nel palcoscenico dell’ennesimo colpo di teatro della band di Noel e Liam Gallagher: il celebre logo degli Oasis è comparso luminosissimo sopra Roma, mandando in fibrillazione i fan e confermando quello che ormai era diventato il segreto peggio custodito del rock britannico.
L’annuncio ufficiale del tour 2027 arriverà domani alle 17. E Roma ci sarà. Anzi: secondo le anticipazioni del Sun, nella Capitale sarebbero previsti due concerti, il 24 e il 25 luglio 2027, proprio all’Olimpico.
La certezza definitiva arriverà tra poche ore. Ma intanto gli Oasis hanno già fatto quello che sanno fare meglio: creare un’enorme attesa e lasciare tutti a chiedersi quale sarà la prossima mossa.
Il messaggio dal cielo romano arriva pochi giorni dopo un identico blitz sopra l’Etihad Stadium di Manchester. Una specie di cartolina luminosa per ricordare a tutti da dove viene questa storia e, soprattutto, che la macchina degli Oasis è di nuovo in movimento.
Roma, del resto, era già comparsa negli indizi disseminati dalla band sui social. Per la capitale italiana, i Gallagher avevano scelto un’immagine decisamente poco british: due ragazze lanciate in Vespa attraverso i vicoli di Trastevere. Nessuna spiegazione, ovviamente. Solo abbastanza caos da far partire immediatamente le teorie dei fan.
Ora il quadro sembra finalmente prendere forma.
Sono passati due anni dalla reunion che ha rimesso insieme Noel e Liam dopo quindici anni di separazione. Un ritorno che nel 2025 ha riportato gli Oasis sui palchi del Regno Unito e dell’Irlanda, prima dell’espansione internazionale tra Stati Uniti, Canada, Messico, Asia, Australia e Sud America.
E adesso tocca all’Italia.
Il dettaglio più surreale? Non serve nemmeno che i Gallagher dicano qualcosa. Basta guardare in alto.
Se non l’aveste ancora capito, gli Oasis stanno tornando. E Roma, a quanto pare, li aspetta già.
