Luglio 29, 2026
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Boy George è tornato con un nuovo brano destinato a far discutere. Intitolato “We Will Dance Again” (condiviso sui social anche con il titolo in ebraico “עוד נרקוד”), il pezzo affronta apertamente il conflitto israelo-palestinese, esprimendo un sostegno esplicito a Israele e alla comunità ebraica.

L’incipit della canzone lascia poco spazio alle interpretazioni: “You say genocide, I say war / When you’re attacked, that’s what the army’s for” (“Tu dici genocidio, io dico guerra / Quando vieni attaccato, è a questo che serve l’esercito”). Nei versi successivi, il leader dei Culture Club sostiene che la risposta militare israeliana sia conseguenza dell’attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023.

Il testo richiama anche il massacro avvenuto al Nova Music Festival, dove centinaia di persone furono uccise o prese in ostaggio durante l’attacco di Hamas. Boy George descrive le vittime come persone assassinate “per il crimine di ballare”, mentre nel ritornello ribadisce la propria vicinanza alla comunità ebraica: “I stand with the Jews” (“Sto con gli ebrei”), aggiungendo che, a suo avviso, si tratta semplicemente di “comportarsi come un essere umano”.

Nel brano trovano spazio anche critiche al movimento filo-palestinese e ad alcuni artisti che hanno preso posizione contro Israele. In un passaggio, il cantante parla di “memoria selettiva”, accusa alcuni musicisti di limitarsi a seguire il consenso e definisce “debole” la propaganda alimentata attraverso internet.

Non è la prima volta che Boy George interviene pubblicamente sul tema. In una recente intervista al Telegraph aveva raccontato il suo legame personale con la comunità ebraica, mentre dopo l’accoltellamento di due uomini ebrei a Golders Green, lo scorso aprile, aveva dichiarato: “Dobbiamo far sapere alla nostra comunità ebraica che la sosteniamo”.

Solo pochi mesi fa, tuttavia, il musicista aveva espresso una posizione più sfumata. Durante la promozione della sua partecipazione all’Eurovision Song Contest con San Marino, rispondendo alle polemiche sul boicottaggio della manifestazione per la presenza di Israele, aveva affermato: “Mi chiedono, a me che ho dei principi, di voltare le spalle ai miei amici ebrei? Questo non accadrà mai. Fin dall’inizio della mia carriera ho indossato la Stella di David. Mi sento molto legato al popolo ebraico. Non sono necessariamente legato a Israele. Non ho un’opinione precisa al riguardo. Ma la missione della musica è unire le persone”.

Con “We Will Dance Again”, quella posizione appare oggi più netta: il nuovo singolo rappresenta una presa di posizione esplicita a sostegno di Israele, destinata ad alimentare il dibattito intorno al ruolo degli artisti nel commentare uno dei conflitti più divisivi dell’attualità.

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