I linguaggi della nuova scena musicale a sfondo rap e hip-hop hanno animato nella serata del 12 agosto la rassegna di eventi Sotto il Vulcano Fest con l’arrivo all’arena ‘Villa Bellini’ di Catania di Ghali.
L’evento é specialmente atteso da un numeroso pubblico giovanile pronto ad abbracciare il talentuoso artista che porta sul palco un bel flow di energia, trascinato da un’intensità ritmica in cui si mescolano sapientemente musica e parole.
Sulle orme tracciate dal percorso musicale di Ghali, il live si impone come un potente generatore di comunicazione in grado di produrre effetti piuttosto efficaci in termini di impatto: un puzzle compositivo che combina contenuti assai in sintonia con il ribollente mondo interiore di quel pubblico giovane che assiepa gli spazi del giardino etneo, opportunamente trasformato in set artistico.
Il conseguimento del risultato in termini di capacità di ‘stabilire il contatto’ lo si tocca con mano.
Da un lato, l’effetto di trasmissione consegue dalla molteplicità dei tasti emotivi battuti da un repertorio musicale anche vario, che però mostra una linea di coerenza innestata sull’intenzione di portare a racconto inquietudini e ‘deliri’ che abitano il teatro mentale giovanile, di fronte a un mondo spigoloso e precario.
Dall’altro lato, è la solida presenza scenica dell’artista a fare da motore trainante, in uno spettacolo istintivamente vivace, dove il leader sul palco si ferma più volte a dialogare con il suo pubblico per coinvolgerlo direttamente, finanche con la messa in scena di estemporanei duetti che denotano la familiarità di rapporto stabilita con i più appassionati fans.
Tutto ciò senza bisogno di grandi discorsi, né di sermoni o di superflui predicozzi.
A parlare, a dire, e a comunicare con forza basta già l’intensità delle canzoni di Ghali, che ben interpretano a favore del largo pubblico giovanile l’appello a una pervicace caparbietà che occorre mettere nelle mille cose di ogni giorno, per uscire allo scoperto nonostante tutto, mentre la sua musica non si stanca di fotografare, con tagli profondi e incisivi, istantanee di angoli drammatici e condizioni di problematicità che si affacciano dentro tanti universi metropolitani e dentro la stessa geografia irregolare di quel disordinato villaggio globale, in cui ci troviamo a vivere.
Effettivamente, sarà per poter beneficiare di questo effetto catartico che l’incontro con la musica di Ghali produce, che a formare il pubblico della serata siano, per l’appunto, per gran parte giovani.
Raccontare/cantare è già una forma di comprendere e di andare oltre, di trascendere e di spostarsi mentalmente, per guadagnare quella posizione alternativa che il live indica come migliore, per stare nel mondo. O, se proprio la vogliamo dire, con il linguaggio dell’ultimo Ghali, per trovarsi più a favore rispetto alla possibilità, davvero tanto cercata dal suo pubblico, di ‘stare nel chill’.
