Nel panorama musicale italiano del 2024, Vinicio Capossela si conferma una figura capace di reinventarsi senza perdere il legame con la sua visione artistica profonda e introspettiva. Con il suo nuovo album, “Sciusten Feste n. 1965”, Capossela ci porta in una dimensione festiva tutta sua, dove ironia, nostalgia e riflessione convivono armoniosamente. Non è il classico disco natalizio che ci si potrebbe aspettare, ma una celebrazione della vita, con le sue contraddizioni e i suoi contrasti.
Questo progetto, nato da anni di concerti tenuti durante il periodo natalizio, si inserisce nella tradizione dei concerti per le feste iniziata da Capossela nel 1999. L’album è un invito ad abbracciare la festa come momento di liberazione, ma anche di scoperta di sé stessi. E non è un caso che, nel suo titolo, riecheggi il concetto di essere “conciati per le feste”, un’espressione che nel contesto del disco assume un significato ambivalente: non solo prepararsi per una celebrazione, ma anche confrontarsi con le difficoltà e le sfide del nostro tempo .
Musicalmente, Sciusten Feste n. 1965 è un viaggio attraverso diversi generi, dal folklore italo-americano al jazz swing, con arrangiamenti che includono sassofoni, organi Farfisa e tamburi forsennati. Capossela reinventa classici come “Santa Claus is coming to town”, affiancandoli a brani inediti che oscillano tra umorismo e critica sociale, come “Il Guastafeste”, una traccia che rappresenta il cinico disprezzo per la gioia e l’inevitabile malinconia che le feste possono portare .
L’invito dell’album è chiaro: lasciarsi andare, godere del momento, ma con la consapevolezza che ogni festa, come la vita stessa, ha un retrogusto dolceamaro. Per i giovani amanti della musica, Sciusten Feste n. 1965 è un’opportunità per scoprire un artista capace di coniugare il passato e il presente, il serio e il faceto, in un’esperienza sonora unica.
Se cerchi un disco che ti faccia ballare, riflettere e sorridere allo stesso tempo, Capossela ti invita a metterti “in festa”, anche di fronte alle difficoltà del mondo.

Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
