Dal 12 al 16 agosto Spoltore si è trasformata in una città-palcoscenico. Cinque serate, tre piazze, grandi protagonisti e un pubblico numeroso. A raccontarlo, anche attraverso le immagini, la fotografa ufficiale dello Spoltore Ensemble per Sconcerto.
Per cinque giorni Spoltore ha respirato arte, musica e spettacolo. Dal 12 al 16 agosto il centro storico ha accolto la 44ª edizione dello Spoltore Ensemble, una delle rassegne più longeve e riconoscibili dell’estate abruzzese, capace ancora una volta di portare nel borgo artisti di grande rilievo e un pubblico arrivato da diverse parti della regione.
Non un unico palcoscenico, ma una vera e propria città dello spettacolo: Largo San Giovanni, Piazza D’Albenzio e Piazza Di Marzio hanno ospitato contemporaneamente danza, musica, teatro, lirica e cabaret, con quattro appuntamenti ogni sera e un continuo movimento di spettatori tra le vie del centro storico.
Ed è proprio questa dimensione diffusa ad aver caratterizzato l’edizione 2026: Spoltore non è stata semplicemente la cornice dell’Ensemble, ma ne è diventata parte integrante.
12 AGOSTO – LA DANZA APRE IL FESTIVAL
L’apertura è stata affidata alla danza con il Gran Galà della Danza, protagonista in Largo San Giovanni Samuel Peron, accompagnato dai ballerini del Teatro dell’Opera di Roma. Le musiche di Ezio Bosso hanno fatto da filo conduttore a una serata pensata per unire eleganza, tecnica ed emozione.
Contemporaneamente, Piazza Di Marzio ha accolto The Magic Story – Progetto Giovanissimi, mentre alle 22.30 Piazza D’Albenzio ha cambiato completamente atmosfera con “Volver. Il mito del tango”, interpretato da Giampiero Mancini.
A chiudere la prima giornata, alle 23, “Pensavo fosse eterno”, di e con Milo Vallone.
Una partenza articolata, pensata per coinvolgere pubblici diversi e già capace di restituire l’identità di una manifestazione che non vuole rinunciare alla contaminazione tra linguaggi.
La prima serata ha avuto anche un momento particolarmente significativo con il ricordo di William Zola, primo direttore artistico dello Spoltore Ensemble, scomparso quasi un anno fa. Un omaggio alla storia della rassegna e a chi ne ha contribuito alla nascita e alla crescita.
13 AGOSTO – LA MUSICA DI NICOLA PIOVANI
Il secondo giorno ha portato sul palco di Largo San Giovanni uno dei nomi più importanti dell’intera rassegna: Nicola Piovani.
Con “Note a margine”, il Premio Oscar ha trasformato il concerto in un racconto personale e musicale, attraversando oltre quarant’anni di carriera e di incontri con alcuni dei più importanti protagonisti della cultura italiana e internazionale.
Un appuntamento più intimo rispetto alla spettacolarità della serata inaugurale, ma proprio per questo capace di creare una relazione particolare con il pubblico.
Nel frattempo, Piazza Di Marzio ha ospitato uno spettacolo di bolle di sapone, mentre Piazza D’Albenzio ha accolto il Francesca Martinelli Quartet con “Viento Vivo”. A chiudere la serata, alle 23, teatro e comicità con Marco Papa.
14 AGOSTO – LA LIRICA NEL CUORE DI SPOLTORE
Il terzo appuntamento ha cambiato ancora registro.
A Largo San Giovanni è andata in scena “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, portando la grande lirica all’interno del borgo.
Un contrasto affascinante: da una parte la tradizione dell’opera italiana, dall’altra le piazze animate da linguaggi più popolari e contemporanei.
Piazza D’Albenzio ha proposto “Napulammore. Trio con mandolino”, seguito da Walter Nanni con “Scusami ma vado di fretta”, mentre Piazza Di Marzio ha chiuso la serata con Enrica Panza & L’Appuntamento, omaggio a Ornella Vanoni.
Una serata costruita sulla varietà, capace di passare dalla lirica alla tradizione napoletana, dalla comicità alla canzone d’autore.
15 AGOSTO – FERRAGOSTO CON BIAGIO IZZO
Il Ferragosto dello Spoltore Ensemble ha avuto il volto e la comicità di Biagio Izzo.
In Largo San Giovanni, con “Un italiano di Napoli”, il comico partenopeo ha portato sul palco il suo universo fatto di ironia, situazioni quotidiane e quella particolare capacità di raccontare Napoli attraverso il sorriso.
A pochi metri di distanza, però, l’atmosfera cambiava ancora: Piazza Di Marzio ha ospitato “Freeloader. 100 anni di Miles e Coltrane”, un appuntamento dedicato al jazz e a due giganti assoluti della musica del Novecento.
Alle 22.30 spazio alla comicità di Gianluca Giugliarelli, prima del finale affidato allo Stompin Crazy Club.
Una serata di Ferragosto che ha confermato una delle caratteristiche più interessanti dell’Ensemble: la capacità di mettere nello stesso programma linguaggi apparentemente lontani e trasformarli in un’unica grande festa dello spettacolo.
16 AGOSTO – AMII STEWART CHIUDE L’ENSEMBLE
Il gran finale è arrivato domenica 16 agosto con una protagonista internazionale.
Sul palco di Largo San Giovanni è salita Amii Stewart, voce simbolo della disco e del soul internazionale, interprete di successi entrati nella storia della musica come “Knock on Wood”.
Un concerto che ha portato a Spoltore sonorità internazionali, soul, R&B e pop, chiudendo con grande energia cinque giorni di programmazione.
Nelle altre piazze, Magico Alivernini ha portato il suo spettacolo comico mentre Piazza Di Marzio, alle 23, ha affidato il saluto finale a Mario Rosini, con un viaggio nella grande canzone italiana.
CINQUE GIORNI VISSUTI ATTRAVERSO L’OBIETTIVO
Ma raccontare lo Spoltore Ensemble significa anche raccontare quello che è successo fuori dai palchi.
Le piazze piene, le persone che arrivavano nel centro storico, gli spettatori in attesa, gli applausi, gli artisti dietro le quinte, la concentrazione prima di salire sul palco e quei momenti che spesso il pubblico non vede.
In questi cinque giorni ho avuto il piacere e la responsabilità di essere la fotografa ufficiale dello Spoltore Ensemble, seguendo la manifestazione da vicino e cercando, attraverso la fotografia, di restituire non soltanto ciò che accadeva sul palco, ma soprattutto l’atmosfera.
Perché fotografare un festival significa anche osservare tutto quello che succede intorno allo spettacolo.
Significa cercare uno sguardo tra migliaia di persone, un gesto, una luce, un movimento, un’espressione. Significa raccontare l’artista, ma anche il pubblico che lo sta guardando.
E a Spoltore, in questi cinque giorni, di immagini da raccontare ce ne sono state davvero tante.
UN BORGO TRASFORMATO IN PALCOSCENICO
La forza di questa 44ª edizione è stata proprio nella sua capacità di coinvolgere l’intero centro storico.
Tre piazze, spettacoli contemporanei e tradizione, grandi nomi e artisti del territorio, musica, danza, teatro, opera e cabaret. Un programma pensato per pubblici diversi ma capace di creare, sera dopo sera, una partecipazione comune.
Il pubblico numeroso ha accompagnato tutte le giornate, riempiendo le piazze e trasformando le vie del borgo in un continuo andare e venire di persone.
Cinque giorni nei quali Spoltore è diventata una grande scena a cielo aperto.
E quando le luci dell’ultimo spettacolo si sono spente, sono rimaste le fotografie: istanti che continueranno a raccontare ciò che è stato lo Spoltore Ensemble 2026.
Una storia fatta di musica, spettacolo, persone e soprattutto di immagini.
articolo e foto a cura di Albrizio Iolanda

































Sono Iolanda Albrizio, una fotografa specializzata in concerti, eventi culturali e spettacoli teatrali.
La mia ricerca visiva nasce dal desiderio di raccontare l’energia viva della performance: la luce che accarezza il volto di un musicista, l’intensità di uno sguardo sul palco, l’attimo sospeso tra una nota e l’altra.
Attraverso l’obiettivo cerco di catturare non solo l’immagine, ma l’emozione del momento, l’atmosfera che si respira tra il pubblico e chi si esibisce.
Negli anni ho lavorato a contatto con artisti, compagnie teatrali e organizzatori di eventi, cercando sempre un punto di vista autentico e rispettoso della scena.
La mia fotografia è discreta ma presente, istintiva ma attenta ai dettagli.
Credo nel potere dello sguardo che sa osservare, ascoltare e restituire con sincerità ciò che accade.
