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Chi l’avrebbe mai detto che una delle esperienze musicali più intense dell’estate 2025 l’avrei vissuta… in Lituania? In un cortile che sembra uscito da un film su Caterina la Grande, sotto un cielo così limpido da farti dimenticare ogni notifica sul telefono. E invece sì, il Midsummer Vilnius Festival è stata la vera sorpresa di questa stagione. Due serate – il 15 e 16 luglio – che mi hanno stravolta nel modo più bello.

15 luglio: Jazzu, l’eleganza che tocca l’anima

La mia prima sera al festival si è aperta con Jazzu, voce simbolo della scena lituana, capace di far vibrare anche chi non parla una parola di lituano (spoiler: io). Accompagnata da un’orchestra diretta da Modestas Pitrėnas, ha portato in scena una versione sinfonica del suo repertorio che è andata oltre ogni aspettativa. I brani “Tik pasilik”, “Po mano oda”, “Mėnulio šviesoje” non sono stati semplici canzoni: sono stati piccoli viaggi emotivi, con arrangiamenti firmati dal compositore Jievaras Jasinskis che li hanno trasformati in vere e proprie colonne sonore da film.

Il palco, incorniciato dalle mura antiche del Palazzo dei Granduchi di Lituania, illuminato da un light design degno di un festival internazionale, ha reso l’esperienza totalizzante. Intima, ma maestosa. Moderna, ma profondamente legata a una tradizione elegante. Insomma, perfetta.

16 luglio: Peter Bence e il pianoforte che sembra volare

Il giorno dopo si cambia completamente registro: sul palco sale Peter Bence, il pianista ungherese da Guinness World Record, famoso per le sue reinterpretazioni spettacolari di brani pop e colonne sonore. Ma quello che ha portato al Midsummer Vilnius non era solo virtuosismo tecnico (che pure è fuori scala): era un vero show audio-visivo.

Dai suoi arrangiamenti esplosivi di “Despacito” e “Africa” dei Toto, fino alle improvvisazioni su base elettronica, Bence ha trasformato il pianoforte in un’astronave. Il pubblico – seduto, ma agitato dentro – seguiva ogni colpo di mano, ogni loop, ogni luce sincronizzata. A un certo punto ho pensato: “questo è il presente della musica classica, e noi lo stiamo vivendo sotto le stelle di Vilnius”.

Un festival che va raccontato

Il Midsummer Vilnius è un festival che sa unire mondi apparentemente distanti: jazz, pop, classica, elettronica, voce, strumentale, luce, silenzio. Il tutto racchiuso in un contesto storico incredibile, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Ogni dettaglio – dall’acustica impeccabile alla line-up curata con amore – racconta una città che ha capito che la cultura è il modo migliore per farsi conoscere.

Perché ne scrivo (e perché ci tornerò)

Perché in Italia di festival così ne abbiamo pochi: che siano internazionali ma intimi, raffinati ma accessibili, storici ma vivi. Il Midsummer Vilnius ha tutto questo, ed è pronto ad accogliere un pubblico europeo curioso, appassionato, aperto alle contaminazioni.

E perché sì, lo dico chiaramente: spero davvero di essere lì anche l’anno prossimo, magari raccontando ancora di più, magari portando con me qualcuno di voi.

Nel frattempo, se cercate un nuovo festival da mettere nella vostra wishlist estiva per il 2026, segnatevelo: Vilnius, metà luglio, Midsummer Festival. Fate come me: andate, ascoltate, lasciatevi sorprendere.

Articolo a cura di Angela Todaro

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