Ieri sera siamo andati a vedere i Rovere all’Hiroshima Mon Amour e, devo dirlo, è stato uno spettacolo che ci ha davvero presi. La band bolognese ha portato sul palco il loro nuovo album 11 case ed è stato come entrare in un viaggio tra emozioni, riflessioni e un sound che, pur restando fedele alle loro radici pop, ha preso una piega più matura e profonda.
Se seguite i Rovere da un po’, sapete che non si sono mai risparmiati nel raccontare storie di vita, di crescita e cambiamento. Con 11 case entrano davvero in una nuova fase, quella in cui la consapevolezza e la nostalgia per ciò che è stato si mescolano con l’incertezza del futuro. Il tempo che passa e come ci cambia è il tema centrale, ma anche il lato più spensierato e pop della band è ancora lì, sempre pronto a farci ballare e riflettere allo stesso tempo. Ad aprire la serata l’esibizione di svegliaginevra giovane cantante indie/pop, arrivata al suo terzo album “Nessun Dramma”. Sono le 22. Il live dei Rovere parte subito con “Passanti”, una traccia che ti fa sentire quasi disorientato, ma anche pronto ad adattarti alla nuova versione di te stesso. È il pezzo perfetto per introdurre quello che sarà il viaggio sonoro della serata: un mix di suoni freschi, ma anche di quella maturità che viene con gli anni. La band vi fa entrare in un mondo fatto di ricordi e di sensazioni, e, mentre ascolti, ti viene quasi voglia di metterti a fare delle riflessioni su come il tempo ti ha cambiato. La canzone che ci ha colpito di più durante il live? “Fuori Rotta”, che racchiude tutto il senso di quel “cambio” che ci spaventa, ma che alla fine è l’unico modo per non rimanere intrappolati in una vita che non ci soddisfa. Lì, nel mezzo del concerto, abbiamo capito che i Rovere sono riusciti a mettere dentro questo album tutto quello che ci rende un po’ confusi e spaventati, ma anche pieni di speranza per ciò che verrà.
La chiusura è stata con “Via delle Fragole”, il pezzo che chiude l’album. È un pezzo nostalgico, che racconta di ricordi che, pur cambiando, non vanno mai via del tutto. Come quando cerchi di rivivere un momento felice, ma sai che ormai le cose sono cambiate. In quel momento, sul palco, c’era davvero qualcosa di speciale. Una chitarra che sfuma, una sensazione di fine e di nuovo inizio. Non potevano scegliere un pezzo migliore per concludere la serata.
In sintesi, il concerto dei Rovere è stato un bel mix di emozioni forti, suoni freschi e quella maturità che arriva solo con il tempo. Il nuovo album 11 case è una fotografia del momento che stiamo vivendo, con tutte le sue contraddizioni e sfumature. E vedere questi pezzi dal vivo ha solo aggiunto un ulteriore livello di intensità. Se non li avete ancora visti, ve li consigliamo assolutamente. Non solo per la musica, ma anche per la capacità che hanno di raccontare storie che sembrano anche un po’ le nostre.
Photo Credit: Maurizio Lesto De Angelis






















Maurizio Lesto De Angelis: laureato al D.A.M.S., “schiavo de regggìa”, torturo chitarre, scatto foto.
