Agosto 31, 2026
Elisa-San-Siro

La musica che non finisce quando si spengono le luci. A Milano sta prendendo forma Plantasia, un nuovo parco sonoro nato dall’incontro tra Elisa e Giovanni Caccamo e le rispettive realtà non profit, Fondazione Lotus ETS e Youth & Future – Parola ai Giovani APS. L’annuncio è arrivato dal palco del Teatro Romano di Verona, ma il progetto guarda già molto più avanti: alla possibilità di trasformare un’area degradata in un luogo dove natura, suono e partecipazione giovanile possano convivere.

Il primo passo è un grande intervento di rigenerazione nell’ex cava di via Quarenghi, nel Municipio 8, su un’area di circa 40.000 metri quadrati di proprietà del Comune di Milano. L’obiettivo è sperimentare un modello capace di intrecciare recupero ambientale e innovazione culturale, partendo dal fitorimedio, una tecnica che utilizza le piante per contribuire al recupero di terreni degradati o contaminati.

Il calendario guarda alla primavera del 2027, quando dovrebbe partire la selezione e la messa a dimora delle specie più adatte a costruire il futuro Parco Sonoro. Qui entra in gioco uno degli elementi più visionari di Plantasia: la fitoacustica, ovvero l’idea di esplorare il rapporto tra mondo vegetale e suono e fare della natura non soltanto lo scenario, ma una componente dell’esperienza musicale.

Il progetto nasce anche da un’idea di eredità. Elisa ha immaginato Plantasia come una conseguenza concreta del suo concerto a San Siro: non soltanto un evento destinato a rimanere nella memoria del pubblico, ma qualcosa capace di lasciare una traccia fisica nella città.

Per sostenere la fase di sperimentazione, il Comune di Milano ha già destinato circa 300.000 euro. Parallelamente, Fondazione Lotus e Youth & Future hanno avviato una raccolta fondi privata con un obiettivo di 200.000 euro entro il 31 dicembre.

Ma Plantasia non vuole essere soltanto un progetto di riqualificazione ambientale. Attraverso Youth & Future diventerà anche un Bosco del Cambiamento, dando forma a un percorso nato nel 2021 e costruito raccogliendo le idee di migliaia di giovani in tutto il mondo. Le domande erano semplici e radicali: cosa cambieresti della società in cui vivi? E quale sarebbe la tua parola per descrivere quel cambiamento?

È da quelle risposte che Caccamo immagina di partire per trasformare le parole in luoghi: «Per anni abbiamo chiesto ai giovani quale futuro volessero costruire e come poterlo fare. Oggi iniziamo a creare luoghi nei quali questi orizzonti prendano vita».

La scommessa di Plantasia è tutta qui: far diventare la musica un gesto che continua nel tempo. Un concerto può durare una sera; un albero, invece, cambia il paesaggio per generazioni. E proprio nell’incrocio tra questi due tempi — quello effimero del suono e quello lento della natura — il progetto cerca la propria identità.

«Plantasia nasce dalla volontà di lasciare una legacy concreta attraverso la musica», spiega Elisa, fondatrice e presidente di Fondazione Lotus. «Grazie all’incontro con Youth & Future, può diventare anche uno spazio in cui i giovani siano protagonisti del cambiamento. È questo il futuro che vorrei contribuire a costruire».

A Milano, dunque, la prossima canzone potrebbe non essere ascoltata soltanto. Potrebbe essere piantata.

Se vuoi, posso anche trasformarlo in una versione più rock, tagliente e provocatoria da apertura di magazine, con titolo, occhiello, sommario e attacco più forte.

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