Luglio 18, 2026
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Sanremo 2026, le pagelle della finale: i voti ai 30 Big

Ultima serata, ultimi giudizi. Non solo sulle esibizioni del sabato, ma sull’intero percorso dei 30 artisti in gara. Mentre si chiude la competizione ufficiale, per molti inizia quella parallela – tra classifiche, streaming, tour e contratti. Ecco promossi, rimandati e bocciati.

5 – Il meglio di me | Francesco Renga

Ritornello potente, forse troppo spinto, e un brano che resta in zona comfort. La scelta della cover “italianizzata” di Bowie non ha aiutato: operazione datata. Festival corretto, ma senza guizzi.

7,5 – Ti penso sempre | Chiello

Stonato il giusto, spaesato il giusto. È l’elemento alieno della gara, con un’attitudine più rock che festivaliera. Malinconico senza autocommiserazione, imperfetto ma riconoscibile.

5 – Ora e per sempre | Raf

Tema impegnativo, esecuzione ordinata ma poco incisiva. Raccontare l’amore duraturo senza retorica è difficile: qui la scintilla non scatta davvero.

6,5 – Resta con me | Bambole di pezza

Non rivoluzionarie, ma presenza significativa: una band tutta al femminile che porta energia e spirito di squadra. Si divertono e si vede.

4,5 – Naturale | Leo Gassmann

Brano elegante ma poco distintivo. In un cast affollato serve un’identità netta: qui resta tutto un po’ generico.

7,5 – Animali notturni | Malika Ayane

Atmosfere rétro, sensualità misurata, groove anni ’70 riletto con classe. Una delle proposte più coerenti per estetica e suono.

7,5 – I romantici | Tommaso Paradiso

Canzone fragile e personale, che cresce con gli ascolti. Imperfetta come lui, ma sincera.

6 – Italia Starter Pack | J-Ax

Operazione country-pop sopra le righe, più performance che canzone. L’idea divide, difficile darle un voto tradizionale.

6,5 – Poesie clandestine | LDA & AKA 7even

Brano non memorabile ma interpretato con leggerezza. Bonus per aver valorizzato un ospite importante nella serata cover.

5 – Qui con me | Serena Brancale

Tema doloroso, interpretazione intensa. Ma l’enfasi rischia di allontanare anziché avvicinare.

4 – Opera | Patty Pravo

Festival vissuto come un’opera personale. Eleganza, distanza, carisma. Un mondo a parte.

6 – Per sempre sì | Sal Da Vinci

Espressività totale, gesto largo, promessa solenne. Il pubblico dell’Ariston apprezza e si riconosce. Operazione popolare riuscita.

5 – Voilà | Elettra Lamborghini

Più brillante fuori dal palco che dentro la gara. Il brano chiedeva più dinamismo.

6,5 – Stella stellina | Ermal Meta

Esecuzione solida, ma senza scossoni. Sufficienza piena.

8,5 – Che fastidio! | Ditonellapiaga

Ironica, pop, teatrale. Cresce serata dopo serata e costruisce un immaginario preciso. Terzo posto meritato.

6.5 – Prima che | Nayt

Atmosfere raffinate e un rap lontano dagli stereotipi. Più convincente su disco che sul palco.

8 – Magica favola | Arisa

Interpretazione misurata e intensa. Riesce a valorizzare il brano soprattutto dal vivo.

8 – Tu mi piaci tanto | Sayf

La sorpresa del Festival. Folk-rap leggero ma identitario, conquista pubblico e televoto.

8 – Sei tu | Levante

Elegante, complessa, diversa dal passato. Performance solida, crescita evidente.

4,5 – Male necessario | Fedez & Masini

Costruita per funzionare, tra confessione e ritornello melodico. Ma appare più strategica che spontanea.

2 – Ossessione | Samurai Jay

Streaming e radio lo premiano, ma sul palco l’effetto è fragile.

4 – Prima o poi | Michele Bravi

Interpretazione studiata, troppo studiata. Mancano sorpresa e rischio.

7,5 – Stupida sfortuna | Fulminacci

Scrittura brillante e atmosfera vintage. Festival centrato, con personalità.

7 – Labirinto | Luchè

Equilibrio tra pop e rap. Misurato, mai sopra le righe.

7 – Uomo che cade | Tredici Pietro

Fragilità esibita con sincerità. Si scrolla di dosso l’etichetta di “figlio di” e convince.

4 – Le cose che non sai di me | Mara Sattei

Linea melodica piatta, poche sorprese. Resta ai margini.

6 – AI AI | Dargen D’Amico

Caos controllato, ironia e citazioni. Divide, ma lascia il segno.

3 – Ogni volta che non so volare | Enrico Nigiotti

Idea interessante, ma sviluppo prevedibile.

8 – La felicità e basta | Maria Antonietta & Colombre

Delicati, coerenti, ben preparati. Una delle sorprese più riuscite.

3 – Avvoltoi | Eddie Brock

Ancora in costruzione artistica. Il palco dell’Ariston richiede una maturità che qui non si vede del tutto.

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