Maggio 11, 2026
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La ricollocazione e la riprogrammazione dell’appuntamento con il concerto di Ariete, all’interno della lunga serie di eventi musicali che ravvivano la rassegna del Catania Summer Fest, dallo spazio originariamente individuato, quello dell’Arena “Villa Bellini”, a quello più intimo del Cortile Platamone nulla toglie, anzi consente di aggiungere non pochi elementi di qualità e di carattere all’evento, regalando l’allestimento dell’ambiente più giusto per una serata ricca di emozioni. Lo spirito dell’evento non è, infatti, quantificabile in termini di numeri e di conteggi di presenze, ma piuttosto in termini di offerta al pubblico, raccolto nella suggestiva sede che ospita il Palazzo della Cultura, di una serata speciale per le sue note di musica, di sentimento e di colore. L’intimità dello spazio esalta tutto ciò che fa da contesto ad un evento musicale che è anche un incontro fisico ed una lunga conversazione fra l’artista romana e il suo pubblico: un pubblico estremamente caloroso, che già, ben prima dell’avvio dell’evento musicale inneggia ad Ariete e dimostra di aspettarla con grande entusiasmo. La serata mette subito in evidenza quali saranno gli elementi di originalità della serata: partecipazione, coinvolgimento, rilascio a cuore aperto di emozioni intime, voglia di esserci e grandissima generosità nel comunicare la libertà di amare e di amarsi. Nella serata umida di luglio, sotto il palco ci si aiuta anche con qualche getto d’acqua e con lo sfarfallio di qualche ventaglio e, nel contribuire ad offrire un segno di vivacità speciale all’incontro musicale ed umano con Ariete, tra il pubblico assiepato nelle prime file, si distinguono i non pochi ventagli arcobaleno. La bandiera arcobaleno è, anzi, al centro del palco ed è un segnale chiaro e un simbolo di ciò che tutta la serata musicale ha intenzione di dire con forza, attraverso l’ampia scaletta che ripercorre il repertorio musicale della giovane artista romana, la quale porta sulla scena una lunga sequenza di canzoni intensamente ispirate da un istintivo impulso a lromanticismo, al piacere intimo della rievocazione di scambi profondi di affetti e di tenerezze, alla volontà della conservazione dei ricordi, alla delicatezza della nostalgia, al desiderio di gridare una profonda libertà nell’amare. Ma il messaggio non resta affidato solo al registro poetico delle canzoni, perché il continuo dialogo che durante tutto lo svolgimento del concerto accompagna la modulazione di una relazione calda di abbraccio fra Ariete e il suo pubblico, vuole essere anche una testimonianza esplicita di quella voglia di libertà: una libertà sbandierata nei colori dell’arcobaleno che avvolgono l’asta del microfono e che diventa invito diretto a non lasciarsi mai abbattere dall’aridità dei pregiudizi, a vivere con serenità la gioia d iamare e di essere amati, perché quello che conta è la purezza dei sentimenti, l’abbandono nel condividere i respiri, sempre nel più pieno rispetto della libertà dell’altro e senza mai pretendere oltre.La voglia di abbracciarsi tra Ariete e il suo pubblico è evidente ed è a tratti irruente: tanto che più volte l’artista scende giù dal palco per stringersi fra le braccia che si protendono dalle prime file. Così come evidente è la generosità nell’intrattenersi negli scambi comunicativi, nel soffermarsi a voler leggere ed a commentare i testi dei tanti cartelli che vengono innalzati dal parterre, nel voler anche giocare e scherzare sui numerosi gadget che piovono sul palco, tra i quali non mancano reggiseni, pezzi di intimo, bigliettini e messaggi. Sul piano musicale, il concerto accompagna per più di due ore il pubblico in un altalenarsi di toni delicati che introducono ad atmosfere di abbandoni intimi, di sussurri, di promesse, di sollevamento di lievi spifferi emotivi, ma anche di onde impetuose di energia, che tutto vogliono dire della determinazione ad essere così come ciascuno sente di voler essere, a non lasciarsi ridurre a ciò che gli altri vorrebbero in qualche misura imporre come ingabbiamento dentro un modello rigido. Che Ariete, poi, esca fuori con un timbro vocale originalissimo ed una cifra artistica altrettanto singolare è un fatto assoluto, meritevole di sottolineatura e promettente d iuna carriera musicale ancora in crescendo e di alto profilo. Il finale del concerto è, poi, in qualche modo una summa di tutto: perché Ariete invita e lascia salire sul palco più di una decina dei suoi fans e, così, l’atto conclusivo, è un saluto che di fatto è un vero e proprio abbraccio, anche fisico, che lascia il segno di una stabilità di rapporto con tutti coloro che seguono la sua musica e che va aldilà del momento. Un rapporto che continua dentro un contatto permanente, animato da fortissime note di calore e di passione, ancora fino al prossimo concerto, in cui si potrà tornare a cantare insieme ed a gridare a gran voce tutte le sue canzoni.

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