Il nuovo Neil Young guarda al presente, ma senza rinunciare a dialogare con il passato. Second Song, in uscita domani e realizzato insieme ai Chrome Hearts, raccoglie sette brani nei quali convivono materiale recente e composizioni che risalgono addirittura agli anni Sessanta.
Tra le nuove canzoni c’è “Soon I Might Be Going”, un brano nel quale la dimensione personale si intreccia con quella politica. Young non pronuncia mai il nome di Donald Trump, ma il riferimento alla figura che sta “demolendo la vecchia Casa Bianca” appare piuttosto trasparente, considerando la lunga serie di critiche rivolte dal musicista all’ex presidente e alle sue politiche.
Il tema politico emerge anche nell’intervista concessa a Mojo, nella quale Young racconta quanto sia difficile per lui ignorare ciò che accade negli Stati Uniti e nel mondo. La sua preoccupazione, però, va oltre la cronaca politica quotidiana: al centro dei suoi pensieri ci sono soprattutto l’ambiente, lo sfruttamento delle risorse e le conseguenze che le scelte della generazione attuale possono avere sui più giovani.
È proprio il modo in cui queste questioni vengono raccontate dai media a suscitare le perplessità del cantautore. Secondo Young, l’attenzione del pubblico viene spesso assorbita dalle vicende che coinvolgono direttamente la Casa Bianca, lasciando in secondo piano problemi di portata più ampia. Nel mirino finiscono anche alcune polemiche recenti legate al Lincoln Memorial, considerate dal musicista poco significative rispetto alle emergenze che, a suo giudizio, meritano maggiore attenzione.
Quanto a Trump, Young non nasconde il desiderio di vedere conclusa la sua esperienza politica. Allo stesso tempo precisa di non avere sentimenti personali ostili nei suoi confronti: ciò che auspica è semplicemente che non occupi più quel ruolo.
Second Song mette così insieme momenti molto diversi della carriera di Young. “Casting Me Away From You” e “I’ll Love You Forever”, entrambe nate negli anni Sessanta, convivono con le composizioni più recenti senza che il disco sia costruito attorno a un concept preciso. È proprio il contrasto fra le diverse epoche, secondo Young, a dare senso all’insieme: le vecchie canzoni diventano una sorta di controcampo per quelle nuove, creando un dialogo fra passato e presente.
