La trentasettesima edizione di Musicultura è arrivata alla fine con la prima delle due serate conclusive nella suggestiva cornice dello Sferisterio di Macerata. Davanti a un pubblico di oltre 2000 persone la kermesse, condotta da Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio, ha celebrato ancora una volta la grande canzone popolare e d’autore italiana, inaugurando la serata sulle note della storica sigla “Senza fine” di Gino Paoli. Immancabile anche il ricordo per Daniele, Nicolas e Giorgio, i tre ragazzi che hanno perso la vita nel tragico incidente di qualche giorno fa.
Partito da ben 1328 candidati, Musicultura ha portato allo Sferisterio gli otto finalisti selezionati per l’edizione di quest’anno. Sarà proprio il pubblico della splendida arena maceratese a decretare, tramite votazione, l’unico vincitore assoluto della manifestazione.
Ad aprire la serata Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas, che hanno dato il via alla prima finale con un’interpretazione di “Il mondo” di Jimmy Fontana.
Sul palco dello Sferisterio si sono poi alternati gli otto finalisti di Musicultura 2026, che hanno confermato l’altissimo livello artistico della manifestazione.
Ad aprire la gara è stata DDUMA, nome d’arte che in dialetto salentino significa “accendere”, con il brano “Fimmine de guerra”. A seguire Giulia Trovò, che ha conquistato il pubblico con “Se non dovessi più tornare”.
Grande apprezzamento anche per Rosita Brucoli che, accompagnata da Alessandro Nitti alla batteria elettronica, ha presentato “Agente!”, aggiudicandosi il prestigioso Premio NuovoImaie consegnato da John Vignali. Claudio Covato, in gara con “Chiddu ca ma resta”, ha invece ricevuto il Premio Grotte di Frasassi, che prevede una residenza artistica e l’opportunità di esibirsi all’interno dello straordinario complesso naturale marchigiano.
La seconda parte della gara si è aperta con Isabella Privitera e il suo brano “Eya”, seguita da Mezzanera con “Piume”. Molto apprezzata anche l’esibizione di Narratore Urbano con “Il mio coinquilino vuole uccidermi”, che gli è valsa il Premio per il Miglior Testo assegnato dalla giuria degli studenti dell’Università di Camerino e dell’Università di Macerata. A chiudere la rosa dei finalisti è stato Giovanni Toscano con “Emma”.
Ad arricchire la serata sono stati anche gli ospiti. L’attore Giampaolo Morelli ha proposto un brillante monologo dedicato alla dislessia, alla lingua italiana e alla geografia, mentre la musica ha trovato spazio con il duo marchigiano formato da Maria Antonietta&Colombre, che hanno interpretato “Senza vestiti” e “La felicità e basta”.
Lo stesso Brunori Sas, accompagnato da Lucia Sagretti al violino, ha emozionato il pubblico con “L’albero delle noci” e “Per due che come noi”. Per il cantautore calabrese è arrivato anche un importante riconoscimento: l’onorificenza per alti meriti artistici conferita congiuntamente dall’Università di Camerino e dall’Università di Macerata.
A chiudere la serata in un clima di grande entusiasmo sono stati i Planet Funk, che hanno fatto ballare lo Sferisterio con le loro “Feel Everything”, “Chase The Sun” e “Who said”.
Tra esibizioni, premi e ospiti di primo piano, la prima finale ha confermato ancora una volta il ruolo di Musicultura come punto di riferimento per la scoperta e la valorizzazione della nuova canzone d’autore italiana. L’attenzione è ora rivolta all’ultima serata del 20 giugno, quando verrà proclamato il vincitore dell’edizione 2026 alla presenza di altri ospiti attesi come Ron e Tosca.
Articolo a cura di Ylenia Stefoni
Photo Credit: Ylenia Stefoni























































Ylenia, classe ’94. Impiegata per necessità, fotografa per passione e amante della musica per costituzione genetica. Vivo con una macchina fotografica sempre pronta, un archivio infinito di scatti e una playlist per ogni stato d’animo.
