A Pescara il rapper spagnolo porta al Terrasound un live essenziale e fisico: nessuna scenografia a rubare la scena, solo lui, il microfono e la sua musica.
Ci sono concerti che hanno bisogno di riempire il palco per costruire lo spettacolo. E poi ci sono artisti che fanno esattamente il contrario.
Morad, a Pescara, sceglie la sottrazione.
Il 23 agosto, al Porto Turistico, il rapper spagnolo è stato protagonista del Terrasound Festival in una serata in cui il palco, volutamente essenziale, è rimasto quasi completamente vuoto. Nessuna grande scenografia, nessun elemento capace di spostare l’attenzione: al centro c’è lui.
Morad.
Prima del suo ingresso, un breve video ripercorre alcuni momenti della sua vita e del percorso che lo ha portato dalla periferia di Barcellona ai grandi palchi internazionali. Pochi minuti che servono a introdurre il personaggio prima ancora dell’artista.
Poi lo schermo si spegne.
E arriva Morad.
Il palco torna ad essere completamente neutro. Una scelta che, vista da sotto il palco e ancora di più attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, diventa immediatamente evidente: non c’è nulla da fotografare se non lui.
Ed è proprio questo il punto.
La sua presenza occupa tutto lo spazio.
Il microfono, il corpo, i movimenti, gli sguardi, il modo di muoversi seguendo il beat. Morad non ha bisogno di una scenografia imponente per costruire la propria immagine. La performance è tutta nella sua fisicità e nel rapporto diretto con il pubblico.
Il suo è un live che vive di ritmo e movimento, attraversando rap, trap, drill e sonorità urban. Ma sul palco non c’è la necessità di trasformare ogni momento in qualcosa di spettacolare: è la musica stessa a dettare la scena.
E così, per chi fotografa, il palco vuoto diventa quasi una tela.
Un fondo neutro sul quale cercare soltanto l’espressione giusta, il gesto preciso, il movimento che dura un istante. Ogni fotografia deve trovare dentro quella semplicità il modo di raccontare la potenza del live.
Prima di Morad, ad aprire la serata è stato DODO DJ Edoardo Cutropia, dj del territorio, chiamato a preparare il pubblico all’arrivo del rapper spagnolo.
Poi tutto si concentra su un’unica figura.
Morad arriva e prende possesso del palco senza bisogno di aggiungere altro.
È quasi una scelta radicale: togliere tutto per lasciare spazio all’artista.
Ed è forse proprio questa la cosa che rimane più impressa del suo passaggio a Pescara. In un’estate di grandi concerti, produzioni elaborate e palchi pieni di luci ed elementi scenografici, Morad sceglie di affidarsi alla propria presenza.
Un palco vuoto.
Una voce.
Un microfono.
E migliaia di persone dall’altra parte.
A volte, per fare spettacolo, non serve davvero altro.
Articolo e foto di Albrizio Iolanda

































Sono Iolanda Albrizio, una fotografa specializzata in concerti, eventi culturali e spettacoli teatrali.
La mia ricerca visiva nasce dal desiderio di raccontare l’energia viva della performance: la luce che accarezza il volto di un musicista, l’intensità di uno sguardo sul palco, l’attimo sospeso tra una nota e l’altra.
Attraverso l’obiettivo cerco di catturare non solo l’immagine, ma l’emozione del momento, l’atmosfera che si respira tra il pubblico e chi si esibisce.
Negli anni ho lavorato a contatto con artisti, compagnie teatrali e organizzatori di eventi, cercando sempre un punto di vista autentico e rispettoso della scena.
La mia fotografia è discreta ma presente, istintiva ma attenta ai dettagli.
Credo nel potere dello sguardo che sa osservare, ascoltare e restituire con sincerità ciò che accade.
