Torino, 17 maggio 2025 – Si è conclusa la seconda giornata dell’Heroes Festival di Casa Falchera, un evento che ha saputo intrecciare musiche di confine, esperienze comunitarie e visioni artistiche contemporanee, trasformando uno dei quartieri più popolari di Torino in un vero e proprio laboratorio culturale a cielo aperto.
Nato come progetto di rigenerazione sociale e artistica, il festival si è sviluppato tra il 15 e il 17 maggio, coinvolgendo pubblico locale e visitatori da tutta la città. Due giorni già trascorsi hanno regalato performance di altissimo livello, con un programma curato e trasversale che ha abbracciato folk elettronico, afrobeat, dub, cantautorato migrante e sperimentazione radiofonica.
15 maggio: l’Occitania si reinventa a Falchera
La serata inaugurale ha visto protagonista il progetto OSA 2.3 – Reliving Occitania, un viaggio sonoro che ha reinventato la tradizione musicale occitana in chiave elettronica e dub.
Sul palco, la direzione sonora di Paolo Baldini DubFiles ha incontrato le melodie profonde e arcaiche del Duo Bottasso, la ghironda ipnotica dell’austriaco Matthias Loibner e la voce evocativa di Davide Ambrogio, tra poesia rituale e canto ancestrale.
Un’esperienza musicale potente, che ha unito antico e contemporaneo, spiritualità e tecnologia, e che ha lasciato il pubblico in un silenzio attento, quasi sacro.
A fare da contrappunto, l’RBL Booth ha ospitato Breez, giovane dj e producer torinese, che ha costruito un set tra hip hop strumentale, ambient e bass music, dando vita a uno spazio sonoro aperto, partecipativo e visionario.
16 maggio: il battito dell’Africa e le radici migranti
Il secondo giorno ha portato in Falchera due figure cardine del panorama musicale afro-europeo.
Fatoumata Diawara, artista maliana di fama internazionale, ha conquistato il pubblico con un live trascinante, capace di fondere musica tradizionale, soul, funk e impegno sociale. La sua presenza scenica magnetica e il messaggio politico delle sue canzoni hanno reso il concerto un’esperienza profondamente emotiva e politica.
A seguire, Chris Obehi, giovane musicista nigeriano formatosi artisticamente in Sicilia, ha proposto un repertorio che fonde afrobeat, reggae e canzone d’autore italiana. Il suo modo di raccontare il viaggio, l’identità e il sogno di appartenenza ha toccato corde profonde, in un’atmosfera di grande partecipazione collettiva.
Nel RBL Booth, il secondo giorno ha visto protagonisti Damonji e Stefania Vos, che hanno animato uno spazio radiofonico pulsante e comunitario. Tra dj set, microfoni aperti e riflessioni sulla cultura underground, la loro presenza ha costruito ponti tra sound system e attivismo, club culture e quartiere.
17 maggio: chiusura al femminile con Ana Lua Caiano e LA NIÑA
Questa sera il festival si chiude con una doppietta tutta al femminile e iberica:
Ana Lua Caiano (Portogallo), che fonde tradizione popolare, elettronica minimale e vocalità ipnotica.
LA NIÑA (Spagna), voce potente del flamenco urbano e spirituale, tra misticismo, beat elettronici e radici andaluse.
Due artiste che incarnano alla perfezione lo spirito dell’Heroes Festival: visioni ibride, potenza femminile e sguardi radicali sul presente.
Un festival che ascolta, include e trasforma
L’Heroes Festival di Casa Falchera non è solo un cartellone musicale: è un gesto culturale che nasce dal territorio e si apre al mondo.
Con il coinvolgimento di associazioni locali, radio indipendenti, artisti internazionali e abitanti del quartiere, il festival dimostra che le periferie non sono margini, ma epicentri di creazione e immaginazione.
L’esperienza continua anche dopo la musica, con laboratori, talk, installazioni e momenti di convivialità che stanno contribuendo a costruire una nuova narrazione urbana: partecipata, inclusiva e libera.
