La rassegna musicale che scandisce l’estate catanese ha proposto nella serata del 9 agosto un appuntamento speciale con il concerto Sinfonica di Fiorella Mannoia. Voce unica, personalità eccezionale, artista brillante, Fiorella Mannoia riesce a portare a livelli top la qualità dell’offerta di eventi che il Catania Summer Fest ha da proporre per tutta l’estate, e fino a settembre inoltrato, per fare dell’Arena “Villa Bellini” un luogo eccezionale di incontro con la musica contemporanea. Il concerto che Fiorella Mannoia offre al numerosissimo pubblico raccolto negli spazi del giardino cittadino, si presenta fin da subito con note di eccezionalità, poiché a fare da accompagnamento alla straordinaria voce sul palco non è soltanto una qualificatissima band di musicisti, ma anche una prestigiosa orchestra sinfonica: l’orchestra Saverio Mercadante di Altamura, diretta dal maestro Rocco De Bernardis. Sul profilo musicale le due ore di concerto riescono a portare sulla scena qualcosa di relativamente inedito e nuovo, dal momento che il repertorio dell’artista è sottoposto ad una raffinata elaborazione di arrangiamenti ad hoc, che rendono molti dei pezzi comunemente noti al pubblico nella loro versione classica ad una riformulazione armonica caratterizzata da ritmi distesi, da eleganza di stile e da sicura originalità. Ma l’eleganza è un attributo che appartiene in pieno alla cifra artistica ed anche alla squisita personalità di Fiorella Mannoia; ed è una qualità che viene esaltata anche, nel novero delle impressioni regalate alla magnifica cornice della serata, da una preziosa mise di scena: un lungo abito bianco che segna inconfondibilmente il punto focale su cui si vanno a concentrare le attenzioni rivolte verso il palco e che mostra nella cantante una splendida donna entrata con pieno vigore nei suoi ‘settanta’. Lo confessa apertamente Fiorella: questo atipico tour sinfonico è un regalo che lei ha voluto fare a se stessa e al suo affezionato pubblico in occasione dei suoi splendidi settanta anni; un traguardo di età che la vede più che mai protagonista, a trecentosessanta gradi, di una carriera artistica carica di note di impegno civile e di militanza attiva, specialmente a favore della causa che riguarda il contrasto alla violenza di genere. Da almeno un anno è, infatti, nota al grande pubblico la forza con cui Fiorella Mannoia porta avanti una campagna di sensibilizzazione in nome della lotta contro la violenza sulle donne e di sostegno alle vittime di brutali episodi di aggressione, e quindi di contrasto ad ogni forma di sessismo discriminatorio, attraverso l’impegno prodotto dalla Fondazione “Una Nessuna Centomila”, di cui l’artista è Presidente Onoraria ed è una delle menti organizzatrici. L’occasione del concerto catanese, tra l’altro, è benvenuta per rinforzare la rete associativa che si muove in lungo e in largo per la penisola attorno alle iniziative della Fondazione ed è favorevole per siglare sul territorio etneo la realizzazione di un’intesa operativa con il Centro Antiviolenza “Thamaia”, Associazione Onlus a cui sono state destinate una parte delle somme raccolte grazie alle importanti iniziative sostenute a livello nazionale da “Una Nessuna Centomila”. Tra le più note, non si può mancare di ricordare la famosa ‘serata-evento’ tenutasi lo scorso maggio all’Arena di Verona con una concomitante raccolta fondi, per via di donazioni libere inviate via sms: un’iniziativa che ha garantito un’eccezionale entrata di trecentomila euro a favore dei programmi antiviolenza; una somma davvero straordinaria ed un fatto unico per quel che riguarda la tipologia delle raccolte di fondi rivolte a sostenere campagne non di tipo medico-sanitario, ma con finalità di tipo propriamente sociale. La nota d’impegno culturale che fa ormai di Fiorella Mannoia una riconosciuta ed apprezzatissima testimonial delle campagne antiviolenza sulle donne e contro il femminicidio, d’altra parte, fa breccia anche nelle sue canzoni e segna non pochi modi e forme della sua espressione musicale. Lo si apprezza soprattutto in canzoni di cui lei stessa è autrice, come in “Nessuna Conseguenza”(espressamente dedicata a rivolgere un messaggio di incoraggiamento e di forza alle donne vittime di violenza) o come in “In Viaggio”(una canzone che dà voce ad un’ideale lettera ad una figlia, perché il viaggio della vita sia una grande occasione per conoscere se stessi, per apprendere, per lasciarsi provocare positivamente dagli incontri e dalle esperienze, per sfidare con coraggio e fiducia le immancabili avversità che dovranno presentarsi nel corso del cammino). Ma la nota a sostegno della cultura anti-violenza di genere viene fuori anche nel ridare fiato e significato alla sua specialissima canzone-identikit, “Quello che le donne non dicono”, dove quella riconosciutissima nota finale “fino a quando ti diremo ancora un altro sì”, diventa un “fino a quando ti diremo ancora un altro…forse”: proprio per sottolineare, che nelle relazioni affettive nulla è da dare per scontato e che occorre educare i propri figli ad ascoltare sempre ciò che le donne hanno da dire, nel massimo e pieno rispetto della libertà personale. Lo sguardo di attenzione verso il mondo salta spesso fuori durante il concerto, perché la musica può essere uno straordinario veicolo per lanciare messaggi, per esprimere resistenza e di indignazione contro tutto ciò che sembra produrre un’offesa ai valori della dignità umana. L’artista lo dichiara apertamente: la sua generazione aveva certamente sognato un mondo diverso da quello che la cronaca quotidiana oggi ci pone davanti. Non solo violenze e sopraffazioni contro i più deboli, ma il nostro mondo è un mondo in cui sono tornate agli onori della cronaca cose impensabili nei sogni di un’altra generazione: guerre, uccisioni, crudeltà che non risparmiano neanche i più indifesi e i bambini; qualcosa di lontanissimo da ciò che solo mezzo secolo fa ci si aspettava di vedere, da parte di una generazione cresciuta con la consapevolezza che la musica può davvero fare qualcosa per aiutare il mondo a cambiare, così come effettivamente avvenne nel periodo della beat-generation, quando un’ondata di indignazione globale, accompagnata dalla musica di protesta dell’epoca, riuscì a dire STOP alla guerra del Vietnam. Tutto ciò serve a Fiorella Mannoia anche per ricordare quei suoi “compagni di viaggio” che hanno segnato la sua carriera artistica e l’hanno diretta verso un certo modo di intendere il mestiere di cantante: da Fossati a De Gregori, a Pino Daniele. E, d’altra parte, il concerto riserva note altissime di qualità, proprio quando Fiorella Mannoia offre il meglio di sé non solo nella reinterpretazione dei suoi ‘brani’musicali, ma anche nella veste di interprete musicale di una linea autoriale d’eccellenza della canzone italiana, facendo ‘suoi’ pezzi che denotano una fortissima carica comunicativa ed emotiva. Così, il pubblico applaude in maniera vibrante interpretazioni rare che vedono Fiorella Mannoia personalizzare alcuni straordinari e indimenticabili classici della canzone italiana, lungo una linea che va da “Io vivrò” di Lucio Battisti, a “Margherita” di Riccardo Cocciante, da “Se io fossi un angelo” di Lucio Dalla, fino ad arrivare a “Sally” di Vasco Rossi, di fronte alla quale il pubblico esplode in una fragorosa standing ovation. Una formidabile combattente: in questa immagine si può riassumere l’impressione lasciata al pubblico da Fiorella Mannoia; una donna che trasmette e che comunica vitalità e forza da tutti i pori, rilanciando una tale forza in maniera potenziata a chi l’ascolta, perché come viene detto anche in una delle sue canzoni: “È una regola che cambia tutto l’universo / Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso / E in questa lacrima infinita / C’è tutto il senso della vita”.






