Il nuovo album degli Eugenio in Via di Gioia, L’amore è tutto, è un viaggio affascinante nelle sonorità e nelle parole della band torinese, che, dopo anni di sperimentazione e successi, offre un lavoro che unisce elementi di ricerca sonora a testi profondi e ricchi di significato.
La performance vocale di Eugenio Cesaro è il cuore pulsante di questo album. La sua voce, già distintiva nel panorama indie italiano, in L’amore è tutto diventa ancora più ricca e sfaccettata, capace di passare da toni sussurrati a momenti di grande esplosione emotiva. In tracce come “Buio“, l’utilizzo dell’autotune non è solo un espediente tecnico ma un vero e proprio strumento espressivo, in grado di amplificare la dimensione interiore e il senso di smarrimento del brano.
In “Un’altra America“, Cesaro riesce a trasmettere il conflitto tra speranza e disillusione con una vocalità che sa essere malinconica ma anche energica, mentre in “L’ultima canzone“ la sua voce assume un tono più ironico e disincantato, evidenziando la capacità della band di passare da momenti introspettivi a riflessioni più sociali e politiche.
I testi di Cesaro, che sono al contempo lirici e riflessivi, affrontano temi universali come l’amore, la crescita, la solitudine e la ricerca di senso. Quello che emerge è un continuo dialogo con la realtà contemporanea, una riflessione sull’equilibrio tra desiderio e disillusione.
In “Infinito“, il gruppo gioca con il concetto di vastità dell’esistenza, mettendo in discussione le certezze e le prospettive individuali di fronte alla grandezza del mondo. “L’ultima canzone“, con il suo sarcasmo, offre una critica pungente e riflessiva sulla condizione sociale attuale, mescolando ironia e amarezza.
Un altro punto di forza dell’album è la capacità dei testi di unire la dimensione personale e quella collettiva: in “Per Ricominciare“ si percepisce una forte tensione tra il desiderio di cambiamento e l’impotenza di fronte alle difficoltà, un tema che risuona particolarmente forte nel contesto odierno.
Musicalmente, L’amore è tutto si distingue per la sua ricca varietà stilistica, dove ogni traccia sembra portare con sé un universo sonoro differente. Il gruppo dimostra grande capacità di amalgamare elementi elettronici con suoni più organici. “Danza“, ad esempio, presenta una fusione tra elettronica e groove che richiama il mondo di artisti come Jovanotti, mentre “Buio“, con il suo minimalismo elettronico e il piano evocativo, riesce a creare un’atmosfera intima e immersiva.
In generale, gli arrangiamenti si rivelano molto curati, con l’uso di fiati, synth e percussioni che si intrecciano per dar vita a un sound ricco ma mai sopraffacente. Il mix di chitarre acustiche e elettronica è un tratto distintivo, che però potrebbe risultare, in alcuni momenti, meno innovativo rispetto ai lavori precedenti. Alcuni critici sottolineano che, sebbene l’album sia ricco di ricerca sonora, non riesca sempre a mantenere la freschezza e l’originalità che avevano caratterizzato gli album passati, come “Niente di Strano“. Nonostante ciò, l’album mantiene una coesione interna che fa da filo conduttore tra le diverse tracce.
L’amore è tutto è un album che segna un ulteriore passo avanti nella carriera degli Eugenio in Via di Gioia. La band è riuscita a mescolare testi profondi con una ricerca musicale interessante, ma qualche scelta stilistica, pur avendo un forte impatto emotivo, rischia di non essere sempre altrettanto innovativa.
La maturità vocale di Cesaro e la coesione tra i membri del gruppo sono il cuore pulsante del disco, che purtroppo non riesce a esplorare completamente nuovi territori sonori come ci si potrebbe aspettare da una band con un tale potenziale. Tuttavia, la capacità di saper raccontare emozioni universali e situazioni contemporanee con una voce personale ed efficace rimane il punto di forza principale.

Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
