Luglio 29, 2026
flower festival-4

Dopo l’uscita in formato fisico dello scorso autunno, Messe sporche approda finalmente anche sulle piattaforme digitali. Il settimo album solista di Edda torna così a vivere in una nuova edizione che include una rilettura di “Ezechiele” realizzata insieme a Lamante, il progetto artistico di Giorgia Pietrabasi, una delle voci più interessanti emerse nell’ultimo anno.

Prodotto da Luca Bossi, già al fianco dell’ex Ritmo Tribale in Graziosa utopia e Fru fru, Messe sporche segna un ritorno deciso alle chitarre e a un immaginario rock viscerale, senza rinunciare alla fragilità emotiva che da sempre attraversa la scrittura di Stefano Rampoldi. Alla registrazione hanno partecipato anche Teo Canali alla batteria e Mauro Ottolini ai fiati, contribuendo a dare corpo a un disco che alterna tensione e vulnerabilità.

Per Edda si tratta dell’ennesimo capitolo di un percorso artistico unico nel panorama italiano. Dopo la stagione con i Ritmo Tribale e un lungo periodo lontano dalla musica, il cantautore è tornato nel 2009 inaugurando una seconda carriera costruita su album profondamente personali, capaci di trasformare inquietudini e contraddizioni in materia sonora.

Lamante, invece, rappresenta una delle nuove promesse della canzone d’autore. L’esordio In memoria di, pubblicato nel 2024, è arrivato tra i finalisti delle Targhe Tenco nella categoria Opera Prima e le è valso il riconoscimento di Artista Emergente ai Rockol Awards. A maggio è uscito il secondo lavoro, Non dico addio, prodotto insieme a Taketo Gohara.

Nella nostra recensione avevamo definito Messe sporche l’ennesima conferma della cifra artistica di Edda: un autore che continua a sottrarsi alle aspettative, preferendo abitare un universo fatto di estremi, dove il dolore pesa più della consolazione e le mezze misure non trovano spazio. È proprio questa irriducibile unicità a renderlo una figura imprescindibile del rock italiano contemporaneo.

Lo stesso Edda ha raccontato la nascita del disco con la consueta ironia: «Non volevo fare un disco, ma Luca mi ha “costretto” e credo che sia stato un miracolo per tanto bene che è venuto. Al di là delle mie più rosee aspettative. È proprio vero che l’uomo propone e Dio dispone, o, per dirla in termini meno pomposi e parafrasando i grandi del cinema: sta mano po’ essere fero o po’ essere piuma! Oggi è stata rock».

E, in effetti, Messe sporche suona esattamente così: un disco ruvido, sincero e necessario, che conferma Edda come una delle voci più imprevedibili e autentiche del rock italiano.

Lascia un commento

error: Questo contenuto è protetto!