Luglio 10, 2026
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Dimenticate per un momento il divo di Matrix e John Wick. Quando i Dogstar salgono sul palco, Keanu Reeves non è la star del cinema prestata alla musica: è il bassista di una band che, dopo oltre trent’anni di storia e una lunga pausa, ha ritrovato una direzione artistica credibile. L’11 luglio il trio sarà protagonista alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica per il Roma Summer Fest 2026, prima tappa italiana di un tour che farà poi scalo a Bari, Pordenone e Milano.

Il ritorno dei Dogstar, ufficializzato nel 2023 con Somewhere Between the Power Lines and Palm Trees, avrebbe potuto trasformarsi nell’ennesima reunion costruita sulla nostalgia. È successo l’opposto. Concerto dopo concerto, la band composta da Bret Domrose (voce e chitarra), Robert Mailhouse (batteria) e Keanu Reeves (basso) ha ritrovato una sintonia che oggi trova piena espressione in All In Now, il nuovo album pubblicato il 29 maggio dalla Dillon Street Records con la produzione di Nick Launay.

Il disco fotografa un gruppo che ha finalmente smesso di guardarsi alle spalle. Le dodici tracce evitano qualsiasi rincorsa alle tendenze del momento e scelgono invece la strada di un alternative rock essenziale, costruito su chitarre robuste, sezioni ritmiche compatte e melodie che mettono al centro la scrittura.

L’apertura con Math mette subito in chiaro le intenzioni: ritmo serrato, basso pulsante e una band che suona con naturalezza. This Sphere allarga invece l’orizzonte verso atmosfere brit rock, mentre la title track All In Now rappresenta probabilmente il manifesto di questa nuova fase. È un brano immediato, coinvolgente e destinato a diventare uno dei momenti più attesi durante i concerti.

Il disco continua con la solidità di Exalted e Siren, prima di trovare un altro punto di equilibrio in Punch the Sky, dove il lavoro di Nick Launay emerge con maggiore evidenza: il suono resta asciutto, ma ogni strumento trova il proprio spazio senza sacrificare l’energia della band.

La seconda metà dell’album mantiene un buon livello, pur concedendosi qualche passaggio meno incisivo. Joy e What Is conservano freschezza e dinamismo, mentre The Whisper e Shards of Rain sembrano affidarsi a soluzioni più prevedibili, rallentando leggermente la corsa. Il finale, però, rimette tutto in carreggiata: Shallow Easy restituisce potenza e groove, mentre Wing chiude il viaggio con un’atmosfera più sospesa, lasciando la sensazione di un disco coerente e sincero.

Il valore di All In Now sta soprattutto nella sua autenticità. I Dogstar non cercano di reinventare il rock né di rincorrere sonorità contemporanee a tutti i costi. Preferiscono valorizzare il dialogo costruito in anni di concerti e sessioni condivise, affidandosi a una scrittura diretta e a un’intesa che oggi appare molto più matura rispetto al passato.

In questo percorso anche Keanu Reeves ha definitivamente superato il ruolo di semplice attrazione mediatica. Il suo contributo al basso è ormai parte integrante dell’identità sonora del trio e dimostra come il progetto non sia un passatempo parallelo alla carriera cinematografica, ma una componente stabile del suo percorso artistico.

Le dichiarazioni della band confermano questa filosofia. Robert Mailhouse ha raccontato come il nuovo lavoro rappresenti l’energia e il divertimento che hanno sempre caratterizzato il gruppo, mentre Reeves ha descritto le registrazioni come un’esperienza fondata sulla disciplina e sulla voglia di continuare a crescere. Bret Domrose, invece, ha sintetizzato il momento della band con un’immagine efficace: se il disco precedente aveva aperto una porta, All In Now è il momento in cui i Dogstar entrano finalmente nella stanza con la piena consapevolezza di appartenervi.

Anche il produttore Nick Launay ha sottolineato il clima che ha accompagnato le registrazioni, parlando di tre musicisti mossi esclusivamente dalla passione e dalla volontà di spingersi oltre, senza compromessi o scorciatoie.

L’appuntamento romano sarà quindi qualcosa di più della semplice occasione per vedere Keanu Reeves dal vivo. Sarà la prova di quanto una band possa rinascere senza vivere del proprio passato, trasformando una reunion in un percorso artistico credibile. Per chi ama il rock suonato con convinzione e senza artifici, i Dogstar sono oggi molto più di una curiosità: sono una band che ha ritrovato la propria voce.

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