Dopo diversi album di successo gli A Toys Orchestra sono tornati con il loro nuovo, attesissimo, “Midnight Again”.
A Toys Orchestra è una delle band più iconiche della scena indie rock italiana, attiva da oltre due decenni. Nata nel 1998 ad Agropoli (Salerno), la band ha saputo ritagliarsi un ruolo di rilievo nel panorama musicale, grazie a una miscela unica di sonorità indie, rock alternativo e atmosfere sognanti. Guidata dal carismatico frontman Enzo Moretto, la formazione ha attraversato diverse fasi creative, dimostrandosi sempre capace di evolversi e di sperimentare nuovi linguaggi sonori.
Reduci dalla partecipazione ai TOdays Festival, uno degli eventi musicali più seguiti in Italia, dove gli A Toys Orchestra hanno presentato il loro ultimo lavoro, abbiamo avuto il piacere di incontrare Enzo Moretto che ci ha raccontato dell’evoluzione musicale della band, delle tematiche che hanno ispirato il nuovo album e delle prospettive future del progetto A Toys Orchestra.
Il vostro nuovo album Midnight Again è stato accolto molto bene dalla critica e dai fan. Cosa rappresenta per voi questo album, sia a livello personale che come band?
Questo disco in un certo senso rappresenta una guarigione. Non sono stati anni facili quelli appena trascorsi, attraverso questo disco mi sono rimesso in piedi dopo un periodo molto pesante e ora cammino di nuovo sulle mie gambe. Mi sono circondato di persone bellissime che hanno intrapreso questo cammino al mio fianco. Il fatto poi che il disco sia stato accolto con così tanto entusiasmo è stato meraviglioso e ha contribuito ancor più a rendere solide le mie gambe.
Nel corso degli anni, il sound degli A Toys Orchestra è cambiato e si è evoluto. Come descriveresti l’evoluzione della vostra musica?
È una lunga strada piena di curve, salite e discese, non sai mai cosa ci sarà al prossimo angolo, e non sappiamo neppure dove ci porterà ma al momento, da ben 26 anni, è la nostra strada.
La notte è un tema ricorrente nel vostro ultimo lavoro. Cosa rappresenta per voi questo momento della giornata e perché è così centrale nell’album?
Sono un nottambulo da sempre, chi mi conosce sa che può tranquillamente telefonarmi alle 3 del mattino che tanto mi troverà sveglio. È la mia natura, il momento della giornata in cui mi sento più centrato, dove penso di più e meglio, dove parlo a me stesso e riesco ad essere molto più naturale e spontaneo.
Avete collaborato con altri artisti o produttori per questo album? Come sono nate queste collaborazioni?
In questo disco c’è tanta Bologna. Capita che vai in un locale in città e senti un trombettista che ti piace tantissimo, lo conosci, ci chiacchieri un po’ e gli chiedi di suonare con te nel tuo disco. Per i cori invece è capitato di condividere la sala prove con un gruppo religioso italo africano che teneva lì le sue funzioni domenicali. Un giorno arrivammo e sentimmo la loro messa Gospel e fu così che poco dopo parlando con il pastore chiesi se volessero cantare con noi nel disco. Per gli archi invece conoscevo una ragazza che suonava la viola e qualche giorno dopo ci siamo visti nella cucina dei suoi genitori a provare le nuove canzoni con un quartetto d’archi di suoi amici e il fidanzato clarinettista.
Guardando al futuro, quali sono i vostri piani? Avete già in mente nuove direzioni musicali da esplorare?
Preferisco restare concentrato sul presente, fare al meglio quello che mi capita oggi. Il domani arriverà, ma non voglio spoileramelo.
Cosa vi ispira maggiormente nella creazione delle vostre canzoni? Ci sono temi o artisti che influenzano particolarmente la vostra scrittura?
Tutto, musica, film, un gatto che si struscia, una birra gelata, un litigio, un bacio.. un evento felice o uno molto triste. Tutto è ispirazione.
Un’ultima domanda: cosa speri che i vostri fan portino con sé dopo aver ascoltato Midnight Again?
Spero che continuino ad essere meravigliosi, affettuosi e speciali, così come lo sono stati con noi in tutti questi anni. La nostra fanbase è la migliore al mondo, mi sento davvero immensamente fortunato. Sono i miei amici, la mia famiglia. anche se non li conosco tutti personalmente loro sono sempre stati al mio fianco.










Dalla sicilia con furore (come una Bruce Lee della musica), trasportata da tutte le note del pentagramma in tutto quello che è musica. Mi troverai sempre sottopalco.
