Ottobre 12, 2026
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Elisa, Róisín Murphy, Morcheeba, The Zen Circus, Motta ed Emma Nolde. Il 24 ottobre Venezia Sounds trasforma l’Arsenale in un laboratorio di musica, contaminazioni e impegno civile. Perché il concerto più bello è quello che lascia qualcosa anche quando la musica finisce.

C’è un momento, durante un concerto, in cui smetti di pensare a tutto il resto. Le luci si abbassano, il basso ti attraversa lo sterno, una voce attacca il primo verso e, per qualche minuto, il mondo fuori sembra perdere importanza. È il motivo per cui continuiamo ad andare ai concerti. È anche il motivo per cui, ogni tanto, un concerto può diventare qualcosa di molto più grande.

Sabato 24 ottobre, a Venezia, succederà alle Tese delle Nappe dell’Arsenale. Torna Venezia Sounds 2026, la manifestazione che mette insieme alcuni dei nomi più interessanti della scena musicale italiana e internazionale per una serata in cui il suono non è soltanto intrattenimento, ma anche un modo concreto per sostenere la ricerca scientifica.

Il cast è di quelli che non chiedono permesso alle playlist: Elisa, Morcheeba, Róisín Murphy, The Zen Circus, Motta ed Emma Nolde, con la direzione artistica di Samuel Romano dei Subsonica. A chiudere il cerchio, il dj set di Alioscia dei Casino Royale. Pop, elettronica, trip-hop, rock e nuove scritture d’autore: generi che si sfiorano, si scontrano e si contaminano, esattamente come dovrebbe succedere quando la musica smette di essere una categoria e torna a essere un’esperienza.

Niente playlist da algoritmo

La cosa interessante di Venezia Sounds è proprio questa: non sembra costruito per piacere a tutti nello stesso modo. E meno male.

Elisa porta sul palco una delle voci più riconoscibili del pop italiano, con quella capacità di attraversare territori diversi senza perdere intensità. I Morcheeba riportano in circolo il fascino ipnotico del trip-hop, tra groove avvolgenti e atmosfere notturne. Róisín Murphy è un universo a parte: performer imprevedibile, icona elettronica, artista che ha fatto della trasformazione una forma di libertà espressiva.

Poi arriva il lato più ruvido della faccenda. Gli Zen Circus, con il loro rock viscerale e disilluso; Motta, cantautore che non ha paura delle contraddizioni; Emma Nolde, con una scrittura personale che attraversa inquietudini generazionali e nuove forme di intensità. Infine Alioscia, figura storica della scena alternativa italiana, pronto a spostare il baricentro verso il dancefloor.

È un cartellone che attraversa pubblici e sensibilità differenti senza appiattirli. E racconta una cosa semplice: la musica dal vivo funziona ancora quando riesce a sorprendere, a mettere insieme mondi che sulla carta sembrano lontani e a creare connessioni che nessun algoritmo potrebbe prevedere davvero.

L’Arsenale, ma con gli amplificatori accesi

Venezia è abituata a essere guardata. Con Venezia Sounds, invece, bisogna anche ascoltarla.

Le Tese delle Nappe dell’Arsenale offrono alla manifestazione una cornice che non ha bisogno di effetti speciali. Qui la storia industriale e marittima della città incontra la contemporaneità di un evento capace di trasformare uno spazio storico in un punto di ritrovo per la musica e la cultura.

L’appuntamento è per sabato 24 ottobre, con gli stand gastronomici aperti dalle 18.30 e il concerto al via dalle 19.30. Una serata da vivere senza fretta, passando da un palco all’altro, ritrovandosi sotto le luci e lasciandosi sorprendere da artisti che arrivano da mondi diversi.

In una città spesso raccontata attraverso cartoline, grandi mostre e itinerari obbligati, c’è qualcosa di particolarmente interessante nell’idea di viverla attraverso il volume di un amplificatore. Venezia non soltanto come patrimonio da contemplare, ma come luogo in cui succedono cose, si incontrano persone e si costruiscono nuove forme di partecipazione.

Il vero headliner è quello che succede fuori dal palco

Fin qui, tutto molto rock’n’roll. Ma Venezia Sounds ha una seconda anima, ed è quella che dà alla manifestazione il suo significato più profondo.

L’evento è promosso dalla Fondazione Giancarlo Ligabue e dall’associazione Medicine Rocks e sostiene la ricerca scientifica attraverso la Fondazione Humanitas per la Ricerca e il VIMM, il Veneto Institute of Molecular Medicine.

Da una parte, il lavoro sull’immunoterapia oncologica; dall’altra, gli studi sulle malattie neurodegenerative. Ambiti diversi, accomunati da una necessità fondamentale: investire nella conoscenza, sostenere chi lavora nei laboratori e contribuire allo sviluppo di nuove possibilità di cura.

Il punto non è fingere che una canzone possa cambiare da sola il corso della medicina. Il punto è capire che la musica può fare qualcosa di molto concreto: portare persone nello stesso luogo, attirare attenzione, generare risorse e trasformare una passione condivisa in un gesto di solidarietà.

È un modo intelligente di parlare di ricerca senza trasformarla in una lezione. Si parte da quello che conosciamo bene — una band, una voce, una serata con gli amici — e si arriva a qualcosa che ci riguarda tutti.

Una storia nata dalla musica, una promessa per il futuro

Venezia Sounds nasce nel 2019 per iniziativa della Fondazione Giancarlo Ligabue e di Medicine Rocks, in memoria di Tomaso Cavanna, manager della cultura scomparso a 45 anni.

Da allora, l’idea alla base del progetto è rimasta chiara: utilizzare la forza aggregante della musica per sostenere cause che meritano attenzione. Non una parentesi benefica da aggiungere a un normale evento musicale, ma un modo diverso di concepire il concerto stesso.

E forse è proprio questo il passaggio più interessante. In un’epoca in cui tutto viene misurato in visualizzazioni, stream e numeri da condividere, Venezia Sounds rimette al centro la dimensione fisica della musica: esserci, ascoltare, incontrarsi, contribuire.

Nessuno deve sentirsi un esperto di ricerca scientifica per partecipare. Nessuno deve conoscere a memoria tutta la discografia degli artisti in programma. Basta avere voglia di vivere una serata di musica e riconoscere il valore di un progetto che prova a trasformare l’energia del pubblico in un aiuto concreto.

Ci vediamo sotto il palco

La musica migliore non è sempre quella che ci somiglia. A volte è quella che ci sposta, che ci fa scoprire un artista che non conoscevamo, che ci porta fuori dalle nostre abitudini. E, qualche volta, è quella che ci ricorda che divertirsi e fare qualcosa di utile non sono attività incompatibili.

Il 24 ottobre, Venezia Sounds promette tutto questo: una line-up trasversale, uno spazio speciale, una città che cambia ritmo per una sera e un progetto solidale che guarda alla ricerca scientifica.

Il resto lo farà il pubblico. Le voci, le chitarre, i beat, il rumore delle persone che cantano insieme. E quella sensazione che conosce chiunque abbia mai vissuto un concerto memorabile: quando le luci si accendono, qualcosa è finito, ma qualcosa è appena cominciato.

Venezia Sounds 2026. La musica alza il volume. La ricerca va avanti.


VENEZIA SOUNDS 2026 — INFO

  • Data: sabato 24 ottobre 2026
  • Luogo: Tese delle Nappe, Arsenale di Venezia
  • Artisti: Elisa, Morcheeba, Róisín Murphy, The Zen Circus, Motta, Emma Nolde e Alioscia dei Casino Royale
  • Direzione artistica: Samuel Romano
  • Apertura stand gastronomici: ore 18.30
  • Inizio concerto: ore 19.30
  • Finalità solidale: sostegno alla ricerca attraverso Fondazione Humanitas per la Ricerca e VIMM

Biglietti, informazioni e aggiornamenti: www.veneziasounds.it

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