Ottobre 5, 2026
Premio-Tenco-2026-logo

Cinque giorni a Sanremo tra Caparezza, Carmen Consoli, Manuel Agnelli, Paola Turci, Fabri Fibra e i grandi nomi della tradizione. Il Club Tenco guarda al futuro senza smettere di fare i conti con la memoria.

Ci sono titoli che sembrano appartenere al passato finché non arriva il momento di rimetterli in discussione. “Dio è morto” è uno di questi.

È anche il titolo scelto dal Club Tenco per l’edizione 2026 della sua rassegna, in programma a Sanremo dal 20 al 24 ottobre. Un titolo che evoca immediatamente Guccini, ma che quest’anno assume un significato più largo: parla di creatività, tecnologia, memoria e del rapporto sempre più complicato tra esseri umani e macchine.

Per cinque giorni Sanremo cambierà pelle. L’Ariston resterà naturalmente il centro gravitazionale della manifestazione, ma il programma si allargherà al Teatro del Casinò, alla sede del Club Tenco nell’ex Stazione e alle strade della Pigna. Concerti, incontri, documentari, mostre e presentazioni comporranno un programma che mette sullo stesso tavolo Battiato e l’intelligenza artificiale, Dario Fo e l’hip hop, la memoria di Sergio Staino e le nuove generazioni della canzone italiana.

È questa, in fondo, la scommessa del Tenco: capire se la canzone d’autore sia ancora capace di parlare al presente senza rinunciare alla propria storia.

Stefano Senardi lo ha riassunto così: il Club continua a esistere perché continua a sognare, con l’obiettivo di difendere e trasmettere la cultura della canzone d’autore e della musica di qualità, coinvolgendo anche scuole e istituzioni.

Antonio Silva ha invece raccontato la genesi del tema dell’edizione. L’idea è partita dall’Intelligenza Artificiale e dalla domanda su cosa significhi essere creativi quando una macchina può produrre testi, immagini e musica. Da lì, inevitabilmente, si è arrivati a una questione ancora più grande: Dio.

Il tema era stato scelto prima della scomparsa di Francesco Guccini. Durante la rassegna saranno ricordati anche altri artisti e amici scomparsi, ma senza trasformare il ricordo in una celebrazione funebre. L’idea, nelle parole di Silva, è quella di un ricordo leggero.

Cinque giorni, quattro luoghi, una sola grande domanda

Il programma comincia ufficialmente prima ancora che l’Ariston accenda i riflettori.

Martedì 20 ottobre il Tenco Off inaugura la manifestazione alla Sala Roof 3 dell’Ariston. Il pomeriggio, a ingresso libero, sarà dedicato al cinema documentario con proiezioni dedicate a Paolo Benvegnù, Ernesto Bassignano e all’Assemblea Musicale Teatrale di Gian Piero Alloisio.

Da quel momento Sanremo diventerà un circuito di luoghi e storie.

Mercoledì 21 il nome più ingombrante della giornata sarà quello di Franco Battiato. Una masterclass all’Ariston ne ripercorrerà il lavoro con don Luigi Ciotti, Carmen Consoli e Stefano Senardi.

Ma il programma non resterà confinato alla musica. Alla Pigna arriverà una mostra dedicata a Quino e Mafalda, mentre sarà ricordato anche Sergio Staino attraverso il suo celebre Bobo.

La sera, al Teatro del Casinò, sarà invece il momento di Paola Turci. Per “Donne in punta di note” la cantautrice sarà accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, con Gino Castaldo a partecipare alla serata.

Le Targhe Tenco mettono in scena il presente

Il cuore musicale della manifestazione arriverà da giovedì 22.

Nel pomeriggio si parlerà di due questioni che riguardano direttamente il futuro della musica: da una parte l’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sulla scrittura delle canzoni, dall’altra le trasformazioni economiche del settore, affrontate nell’incontro “La musica è finita”.

Poi l’Ariston si trasformerà nel grande palcoscenico delle Targhe Tenco 2026.

A condurre sarà Neri Marcorè. I protagonisti saranno i vincitori delle diverse categorie: Caparezza, Carmen Consoli, Avincola, Filippo Graziani, Emma Nolde e Piji.

Se si vuole capire dove sta andando la canzone italiana, i nomi delle Targhe raccontano già qualcosa. Ci sono artisti con una storia consolidata, interpreti, debutti e contaminazioni. E soprattutto c’è l’idea che la canzone d’autore non coincida necessariamente con un genere musicale preciso.

Manuel Agnelli, gli Afterhours e il ritorno della memoria

Venerdì 23 sarà invece il giorno in cui il Tenco guarderà più decisamente alle proprie radici.

Un ampio appuntamento sarà dedicato a Sergio Sacchi, figura storica della manifestazione, attraverso dischi e documentari.

Alla Pigna, intanto, si celebrerà il centenario di Dario Fo con Misteri Buffi, interpretato da Alessio Lega.

La sera, all’Ariston, arriveranno i Premi Tenco alla carriera. A riceverli saranno Manuel Agnelli e gli Afterhours e Paola Turci.

È un’accoppiata significativa: da una parte una delle formazioni che hanno contribuito a spostare il rock italiano fuori dai suoi recinti, dall’altra una cantautrice che ha attraversato diverse stagioni della musica italiana.

Il riconoscimento come Operatore Culturale sarà assegnato ad Andrea Scanzi.

La parte musicale allargherà ulteriormente il campo con Anastasio, Francamente, Sara Gioielli, Santamarea e Satantango.

E poi arriva Fabri Fibra

Sabato 24 ottobre il Tenco arriverà al suo ultimo giorno con una domanda che sembra quasi politica: quale spazio esiste oggi per una “canzone democratica”?

Il tema sarà affrontato in una serie di tavole rotonde dedicate al pluralismo musicale italiano, con interventi tra gli altri di Fausto Bertinotti e Marco Ongaro.

La sera, Silvia Boschero accompagnerà il pubblico verso l’ultimo appuntamento all’Ariston.

Gli ultimi Premi Tenco alla carriera andranno a Enzo Avitabile, Frankie hi-nrg mc e Max Manfredi. A Juan Carlos “Flaco” Biondini, storico chitarrista di Francesco Guccini, sarà assegnato il Premio Yorum.

Il riconoscimento per l’attività culturale andrà invece allo storico Cesare Bermani.

Poi ci sarà la musica: Fabri Fibra, Giulia Mei e Claudia Crabuzza saranno tra gli artisti protagonisti del finale.

La presenza di Fabri Fibra e Frankie hi-nrg mc non è casuale. Il Club Tenco rivendica infatti la volontà di mettere in comunicazione linguaggi e generazioni differenti. Lo ha sottolineato Paolo Talanca, indicando nell’apertura verso le nuove forme musicali una delle direzioni della rassegna.

Il risultato è un programma in cui la parola “cantautorato” diventa sempre meno una casella e sempre più un territorio aperto.

Chi ha vinto le Targhe Tenco 2026

Le Targhe premiano i dischi pubblicati tra giugno 2025 e maggio 2026 e vengono assegnate attraverso il voto di una giuria composta da giornalisti, esperti e operatori del settore.

La sfida più serrata è stata quella per il Migliore album in assoluto. Ha vinto Caparezza con Orbit Orbit (BMG), per appena un voto: 57 preferenze contro le 56 di Andrea Laszlo De Simone con Una lunghissima ombra. A quota 46 si sono fermati Madame, con Disincanto, e Mauro Ermanno Giovanardi, con E poi scegliere con cura le parole. Quinta Erica Boschiero, con 39.

Nel Migliore album in dialetto o lingua minoritaria, il risultato è stato molto più netto. Carmen Consoli ha conquistato la Targa con Amuri Luci (Narciso Records / ADA Music Italy), ottenendo 137 voti. Seguono Daniele Sepe / Capitan Capitone (30), Francesca Incudine (29), Roberto Colella (26) e Chiara Raggi (18).

Per il Migliore album opera prima il premio è andato a Piji con Sta registrando audio… (Azzurra Music), che ha raccolto 81 voti. Seconda Francamente con 43, terza Santamarea con 42.

Il Migliore album di interprete è invece quello di Avincola, autore di Avincola canta Carella (TotoSound / Akkasamia), premiato con 96 voti. Seguono Tosca con Feminae (59) e Gnut & Alessandro D’Alessandro (51).

La Migliore canzone singola è “Quello che deve essere sarà” di Emma Nolde (Carosello Records), che ha ottenuto 54 voti. Alle sue spalle Ditonellapiaga con “Che fastidio!” (46) e Mauro Ermanno Giovanardi con “Anni Zero” (44).

Infine, per il Migliore album a progetto, la Targa è andata a Filippo Graziani per 80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo), con 70 preferenze. Seguono Noi, Piero del Collettivo Jambona (45) e PIGRI – Teramo suona Ivan (44).

Il Tenco guarda avanti

C’è una contraddizione apparente al centro dell’edizione 2026: il tema parla della morte di Dio, mentre il programma è costruito attorno alla necessità di continuare a credere in qualcosa.

Nella musica, nella scrittura, nella memoria. Ma anche nella possibilità di far dialogare Carmen Consoli e Caparezza con Fabri Fibra, Battiato con l’IA, Dario Fo con le nuove generazioni.

È probabilmente questa la domanda più interessante che il Club Tenco porterà a Sanremo: non se la canzone d’autore sia ancora viva — i cinque giorni di ottobre sembrano già essere una risposta — ma che forma possa assumere adesso.

Perché una tradizione musicale sopravvive soltanto quando accetta di cambiare.

Biglietti

Gli abbonamenti e i biglietti per le singole serate sono disponibili attraverso il sito ufficiale del Club Tenco e il botteghino del Teatro Ariston. Per il 2026 è previsto anche un 15% di sconto sull’abbonamento Under 25, riservato agli acquisti effettuati fisicamente in botteghino.

Lascia un commento

errore: Questo contenuto è protetto!