Ottobre 23, 2026
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A trent’anni dalla pubblicazione de Il ballo di San Vito, Vinicio Capossela torna su uno dei brani simbolo dell’album, Body Guard, con una nuova versione realizzata insieme al produttore FiloQ e alla fanfara milanese Fan Fath Al. Il nuovo brano si intitola Tutti bodyguard e vede anche la partecipazione di Pierpaolo Capovilla, autore di una nuova parte recitata dal forte contenuto civile.

La nuova rilettura nasce in occasione dell’omaggio a don Andrea Gallo organizzato a Genova lo scorso 30 maggio, nel decennale della scomparsa del sacerdote. Rispetto all’originale, la canzone assume una veste sonora che Capossela descrive come un incontro tra due coordinate tipiche degli anni Novanta: dub e suggestioni balcaniche.

«Durante il tour de Il ballo di San Vito», racconta Capossela, «l’esecuzione di Body Guard vedeva spesso sul palco, accanto al piano Fender Rhodes zebrato, gli occhiali scuri di Renato Striglia, in giacca e cravatta e a braccia conserte, a rendere fisicamente visibile la bodyguard del testo».

A distanza di tre decenni, quella figura diventa il punto di partenza per una nuova riflessione sul tema della sicurezza e della paura. Capossela spiega che la bodyguard di allora si trasforma oggi in una sorta di metafora di una società che cerca protezione, finendo però per costruire barriere nei confronti del mondo e della propria coscienza.

In questo contesto si inserisce la partecipazione di Capovilla, che presta voce e interpretazione alla nuova versione. Per Capossela, il suo intervento rappresenta una vera e propria incursione di poesia civile all’interno del brano, capace di aggiornare il significato della canzone al presente.

La collaborazione tra i due musicisti non si fermerà a Tutti bodyguard. Capossela e Capovilla saranno insieme sul palco dello Sponz Fest il 28 e 29 agosto, mentre dal 3 ottobre prenderà il via lo spettacolo teatrale E morte non avrà dominio, che rappresenterà un ulteriore capitolo del percorso artistico condiviso.

Capovilla descrive Tutti bodyguard come un incontro nato quasi per gioco, ma destinato ad assumere un significato più profondo: una collaborazione tra due artisti con percorsi differenti, accomunati dalla volontà di mettere la musica al centro di un confronto umano e civile. Alla base, racconta, c’è soprattutto il desiderio di trasformare una canzone in un’occasione di vicinanza e amicizia.

Il risultato è una nuova versione di Body Guard che guarda al passato senza limitarsi alla celebrazione nostalgica dell’album originale. Tutti bodyguard riprende un brano di trent’anni fa e lo porta nel presente, affidando a una nuova formazione sonora e alla voce di Capovilla il compito di rileggerne temi e immagini alla luce del tempo trascorso.

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