Una serata incredibilmente fresca accoglie il passaggio del tour estivo di Angelina Mango in uno dei luoghi cult per lo svolgimento di eventi e spettacoli musicali come il Teatro Antico di Taormina. La cornice meravigliosa del palcoscenico viene rispettata e valorizzata da un set di scena che cerca di suggerire l’impressione di un ambiente da ‘salotto’ estivo, seguendo l’intenzione di giungere alla riproduzione di uno spazio intimo e alla creazione di un’atmosfera di ‘confidenza’.
Si! Forse proprio la parola ‘confidenza’ può funzionare come un ottimo passepartout per entrare all’interno della situazione che, passo dopo passo, l’ingresso sul palco di Angelina Mango riesce a creare come ambiente emotivo di fondo: una confidenza, che si plasma da un lato in virtù della messa in mostra di una personalità che si annuncia delicata e che comunica attraverso l’esposizione di una morbidezza di stile, come camminando in punta di piedi, senza nascondere punte di fragilità; ma che d’altro lato si rende vivace in ragione di una sincera volontà di stabilire un contatto passionale, trasportata da un’ evidente intensità di sentimento.
Il concerto si propone così, davvero, come un atto di confidenza: un lasciarsi raccontare a cuore aperto, che a tratti prende i toni di qualcosa di sussurrato e di detto come nelle forme di un bisbiglio, mentre in altri momenti si innalza a grido potente, lasciando trasparire il bisogno di dare voce a un canto liberatorio.
Vuoi o non vuoi, ogni canto è in qualche modo un canto d’amore, sottolinea Angelina dal palco. E, in effetti, il suo lungo canto è percettibilmente un canto carico di passione, con accenti che indugiano anche a un tono di ‘romantico sofferto’, che trascinano volumi notevoli di racconto e di parole.
Tra le righe del concerto, emerge, dunque, un’artista in piena corrente generativa: l’universo musicale che la identifica in questo tour estivo sembra essere un laboratorio in tumulto creativo, dentro cui si agita tanta volontà di raccontare e raccontarsi.
Ed è questo che il pubblico apprezza: la sincerità di un lavoro musicale che non è fatto per compiacere, ma per trasportare in musica un’istintiva pulsione comunicativa.
A rendere varia la serata musicale, contribuiscono anche i duetti portati sul palco con Tedua e con Henna: entrambi molto sintonici con lo stile del concerto.
Ben assortita e sicuramente efficace la band che accompagna l’artista sul palco, esaltandone a tutto campo i notevoli registri vocali.
Allora, per concludere, non possiamo mancare di parafrasare un noto verso di Angelina: sere d’estate che lasciano il segno!
Qui possiamo dire, il segno della bellezza e del calore umano che possono attribuirsi al piacere di un’autentica confidenza musicale, lasciata venire a galla in una notte di piena estate siciliana.
Articolo a cura di Nicola Todaro
Photo Credit Sara Passalacqua














