Perugia è pronta a tornare capitale della musica dal vivo. Dal 3 luglio prende il via Umbria Jazz 2026, ma il festival scalda i motori già la sera precedente con un concerto-evento in piazza IV Novembre affidato a Serena Brancale, artista capace di muoversi con naturalezza tra soul, R&B e jazz. L’appuntamento, realizzato insieme alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato, inaugura simbolicamente l’atmosfera della manifestazione.
L’apertura del festival mette subito in campo alcuni dei nomi più attesi dell’edizione. All’Arena Santa Giuliana arriverà Sting, mentre gli appassionati di rock progressivo potranno assistere al debutto italiano dei Beat, la formazione composta da Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey. Sullo stesso palco saliranno anche i Perigeo, storico gruppo che aveva già lasciato il segno nella primissima edizione di Umbria Jazz nel 1973.
Il cartellone guarda anche al presente del jazz internazionale. Tra gli appuntamenti di punta c’è il concerto di Jon Batiste, preceduto dall’esibizione di Annie and the Caldwells, mentre il Teatro Morlacchi ospiterà Cécile McLorin Salvant e Paolo Fresu, quest’ultimo impegnato in un tributo dedicato a Miles Davis.
Grande attenzione anche alla scena italiana. La Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria diventa il punto di riferimento per un weekend interamente dedicato al jazz nazionale, con protagonisti Francesco Bearzatti, Giovanni Guidi, il DJP Trio formato da Pietro Tonolo, Dario Deidda e Jorge Rossy, oltre a Gianni Coscia, Gabriele Mirabassi, Nando Di Modugno e il Quartetto Ascanio.
Non mancano gli appuntamenti diffusi che da sempre caratterizzano il festival. Debutta l’edizione 2026 di UJ4KIDS, pensata per avvicinare i più giovani alla musica, mentre concerti gratuiti nelle piazze, live nei locali e nei ristoranti contribuiranno a riportare in città quello spirito popolare e itinerante che ha reso Umbria Jazz un punto di riferimento internazionale.
Il 4 luglio spazio anche allo sport con la prima Perugia Jazz Half Marathon. Il percorso, lungo i classici 21,097 chilometri, collegherà Ponte Pattoli e Ponte San Giovanni seguendo il corso del Tevere. L’idea è trasformare la mezza maratona in un’esperienza immersiva, con performance jazz dal vivo distribuite lungo il tracciato.
Per il presidente della Fondazione Umbria Jazz, Stefano Mazzoni, l’edizione 2026 ha tutte le caratteristiche per essere una delle più riuscite degli ultimi anni, sia per il livello artistico della programmazione sia per la risposta attesa dal pubblico. Un auspicio condiviso anche dal consiglio di amministrazione della Fondazione, che guarda con fiducia all’inizio di una nuova estate all’insegna della musica.
