Ottant’anni e un’energia da ragazzino. Tullio De Piscopo ha conquistato il pubblico del Teatro Colosseo di Torino, venerdì 16 ottobre, con un concerto che è stato molto più di un’esibizione musicale: un viaggio nella sua vita, tra ricordi, incontri straordinari e una passione per la batteria che il tempo sembra non aver minimamente scalfito.
Vederlo suonare è uno spettacolo nello spettacolo. Le mani corrono sui tamburi con una vitalità impressionante, il ritmo diventa linguaggio e ogni colpo racconta la storia di un musicista che ha attraversato generi ed epoche, lasciando un segno indelebile nella musica italiana e internazionale. Un artista che, per talento, energia e storia, meriterebbe davvero di essere considerato un patrimonio dell’umanità.
La serata ha alternato musica e parole, con De Piscopo pronto a condividere con il pubblico episodi della propria carriera, ricordi personali e incontri che hanno segnato il suo percorso. Dall’infanzia a Napoli, con le prime esperienze nei locali di Bagnoli e la scoperta del jazz, fino alle collaborazioni internazionali con artisti del calibro di Quincy Jones, Chet Baker e Astor Piazzolla, il racconto ha restituito l’immagine di un musicista capace di attraversare mondi diversi senza mai perdere il legame con le proprie radici.
Un capitolo fondamentale è stato naturalmente quello del sodalizio con Pino Daniele, protagonista di una stagione musicale che ha rivoluzionato il suono partenopeo, mescolando blues, jazz, rock e funk con la tradizione mediterranea. Una storia di musica e amicizia che continua a vivere attraverso le note e i ricordi di chi ne è stato protagonista.
Non sono mancati i brani più amati dal pubblico, da Andamento lento a Stop Bajon (Primavera), passando per le incursioni nel jazz e nelle sonorità internazionali. Ogni pezzo ha mostrato la straordinaria versatilità di De Piscopo, capace di passare dalla raffinatezza tecnica alla travolgente immediatezza del ritmo.
A impreziosire il concerto è arrivato anche Flavio Boltro, trombettista di grande sensibilità e tra i nomi di spicco del jazz italiano ed europeo. Il suo dialogo musicale con De Piscopo ha aggiunto alla serata nuove sfumature, confermando quanto l’incontro tra grandi musicisti possa trasformarsi in un’esperienza capace di sorprendere. A rompere ulteriormente gli schemi è stata anche l’incursione di Gino Latino, DJ di Radio GRP, che ha portato sul palco un momento inatteso, aggiungendo un’altra nota di vivacità alla serata.
Al Teatro Colosseo è andato in scena il ritratto di un artista che non vive di nostalgia, ma continua a fare della musica una questione presente, concreta, fisica. Tullio De Piscopo non si limita a ricordare ciò che è stato: lo rimette in circolo attraverso la batteria, con la stessa forza di chi ha ancora moltissimo da raccontare.
E quando un musicista di ottant’anni suona con questa grinta, questa precisione e questa gioia, resta poco da aggiungere. Se non la gratitudine per aver potuto assistere a uno spettacolo in cui il talento non conosce età e il ritmo diventa pura emozione.
Articolo e Foto Elisabetta Canavero























Elisabetta Betta Canavero, unisco la passione per la musica, gli spettacoli e la fotografia, seguendo gli eventi più vicini e lontani, dando vita a racconti coadiuvati dall’obiettivo della macchina fotografica
