Dopo la luce, il buio. Ma non quello da cui scappare: quello in cui entrare a occhi aperti. Francesca Michielin torna con Magia Bianca, Magia Nera, progetto uscito venerdì 30 ottobre, che amplia e completa il disco pubblicato lo scorso giugno con sei nuovi brani.
È un lavoro che cambia prospettiva. L’oscurità non viene raccontata come una minaccia, ma come un territorio da esplorare: un luogo dove affrontare paure, fragilità e identità fino a trasformarle in consapevolezza. Il racconto procede per episodi e si sviluppa seguendo il ciclo dei Sabba, tra suggestioni medievali, immaginario magico e il rifiuto delle identità imposte.
Al centro ci sono donne, streghe e figure che hanno attraversato la storia reale e quella mitologica. Le nuove canzoni si ispirano a sei personaggi: Hildegard von Bingen, Katherina Hetzeldorfer, Ecate, Diana, Brigid e Artoria Pendragon. Sei presenze diverse, unite da una stessa idea di emancipazione: liberarsi dalle gabbie costruite dagli altri e, soprattutto, da quelle che ci costruiamo da soli.
Il lato oscuro del pop
Anche la musica segue questa discesa nel buio. Se il capitolo precedente giocava con atmosfere luminose e suggestioni anni Ottanta, il nuovo materiale spinge più decisamente verso il pop rock, con chitarre e arrangiamenti che amplificano il lato più inquieto del progetto.
A fare da apripista è La mia ragazza, un brano che prende un immaginario queer e lo allarga fino a trasformarlo in una storia collettiva di sorellanza. Una vicenda individuale diventa così qualcosa di più grande: ciò che accade a una ragazza può riguardare tutte.
La figura evocata è quella di Katherina Hetzeldorfer, condannata a morte nel XV secolo e ricordata come la prima donna giustiziata per la propria omosessualità. È uno dei punti in cui la dimensione storica e quella contemporanea dell’album si incontrano: la memoria diventa materia pop, mentre la musica riporta nel presente storie di persone cancellate, perseguitate o costrette dentro identità decise da altri.
Dal disco al teatro
Magia Bianca, Magia Nera non sembra destinato a restare confinato alle cuffie. Dall’8 novembre Michielin porterà il progetto nei teatri italiani con uno spettacolo pensato come qualcosa di più di un tradizionale concerto.
La dimensione live coinvolgerà performer, scenografia e una concezione dello spazio costruita per accompagnare il racconto. Con lei sul palco ci sarà una band composta interamente da musiciste, elemento che rafforza ulteriormente il tema della sorellanza e della liberazione che attraversa il progetto.
Il debutto è previsto a Trento, all’Auditorium Santa Chiara, per poi attraversare Venezia, Torino, Ancona, Firenze, Bari, Bologna, Trieste, Padova e Roma. Il tour arriverà quindi a Milano il 1° dicembre, sul palco del Teatro Arcimboldi, prima del finale del 3 dicembre al Teatro Augusteo di Napoli.
Le date
- 8 novembre – Trento, Auditorium Santa Chiara
- 11 novembre – Venezia, Teatro Malibran
- 13 novembre – Torino, Teatro Colosseo
- 15 novembre – Ancona, Teatro delle Muse
- 16 novembre – Firenze, Teatro Verdi
- 20 novembre – Bari, Teatro Petruzzelli
- 22 novembre – Bologna, Europauditorium
- 23 novembre – Trieste, Teatro Rossetti
- 25 novembre – Padova, Gran Teatro Geox
- 28 novembre – Roma, Teatro Conciliazione
- 1 dicembre – Milano, Teatro Arcimboldi
- 3 dicembre – Napoli, Teatro Augusteo
La tracklist
Il viaggio di Magia Bianca, Magia Nera si compone di quattordici capitoli:
- “1484”
- “Una donna non può”
- “Il canto delle anguane”
- “Feral Girl”
- “Strega Comanda”
- “Litha”
- “Solstizio d’estate”
- “Magia Bianca, Magia Nera”
- “Viriditas”
- “La mia ragazza”
- “Hexoria”
- “Danza Macabra”
- “Esperienza Estatica”
- “Una spada nella roccia”
Il risultato è un progetto che sembra voler mettere in discussione la classica opposizione tra luce e tenebra. Per Francesca Michielin, il punto non è scegliere da che parte stare: è attraversare entrambe. E vedere cosa rimane quando le maschere cadono.
