Il 6 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma “Words and Music – Where Francis Walked”: un pellegrinaggio in versi e musica nell’ottavo centenario della morte di San Francesco
Ci sono artisti che salgono su un palco per suonare. E poi ci sono quelli che, quando salgono su un palco, sembrano mettersi in cammino.
Patti Smith appartiene alla seconda categoria.
Il 6 dicembre, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, la poetessa del rock porterà “Words and Music – Where Francis Walked”, uno spettacolo acustico costruito intorno alle parole, alla musica e alla figura di San Francesco d’Assisi. Un appuntamento che arriva nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo, ma che ha poco del rituale celebrativo e molto del viaggio personale.
Perché Patti Smith e Francesco si incontrano su un terreno che precede la religione e attraversa la poesia: quello della ricerca.
Ricerca di una voce. Di una strada. Di un modo diverso di stare al mondo.
Il titolo dello spettacolo è già una dichiarazione d’intenti: Where Francis Walked, dove camminò Francesco. Non “chi era”, non “che cosa disse”, ma dove mise i piedi. La traccia lasciata da un uomo otto secoli fa diventa così il punto di partenza per un nuovo pellegrinaggio, questa volta fatto di canzoni, versi e memoria.
Patti e Francesco, un incontro lungo quattordici anni
Il rapporto di Patti Smith con San Francesco non nasce sotto i riflettori di questo anniversario. Ha una storia più lunga e, soprattutto, più intima.
Nel 2012 l’artista arrivò ad Assisi in pellegrinaggio e si raccolse davanti alla tomba del Santo nella Basilica di San Francesco. Era un momento privato, ma da allora la figura del Poverello è rimasta dentro il suo universo creativo.
Nello stesso anno, nell’album Banga, Smith gli dedicò “Constantine’s Dream”, una canzone che intreccia visioni, storia, arte e spiritualità. Non un santino, dunque, ma una presenza. Una figura capace di attraversare il tempo e di continuare a porre domande.
È forse questa la chiave per capire il nuovo progetto.
Patti Smith non cerca un Francesco da museo. Cerca l’uomo che camminava, che rinunciava, che guardava la natura, che parlava agli ultimi. Un uomo radicale, in anticipo sul proprio tempo, capace di trasformare la propria esistenza in una forma di poesia.
La musica come pellegrinaggio
“Words and Music” sarà uno spettacolo essenziale, affidato alla forza della voce, della chitarra e della parola. Una dimensione lontana dalle grandi produzioni rock, dove ogni elemento superfluo viene lasciato fuori e rimane ciò che per Smith conta da sempre: il testo.
Patti Smith appartiene a una generazione che ha dimostrato che il rock può essere letteratura, preghiera, manifesto politico, diario intimo. Dai versi di Horses in poi, la sua musica ha sempre cercato una collisione tra sacro e profano, strada e poesia, rabbia e contemplazione.
Sul palco, dunque, le canzoni non saranno semplicemente eseguite: saranno attraversate.
Il pubblico potrà ritrovare alcuni dei brani che hanno costruito la sua leggenda, insieme a poesie, racconti e riflessioni legate alla figura di Francesco. Un concerto, ma anche una lettura. Un recital, ma anche una confessione.
E soprattutto un viaggio.
Il rock, la fede, la natura
La distanza tra Patti Smith e San Francesco è di otto secoli. La vicinanza, invece, è sorprendente.
Entrambi hanno scelto la parola come strumento di trasformazione. Entrambi hanno cercato una forma di libertà che non coincide con il successo o con il possesso. Entrambi hanno guardato alla natura non come semplice paesaggio, ma come parte di qualcosa di più grande.
È qui che il messaggio francescano incontra la poetica di Smith.
La sua spiritualità non è mai stata rassicurante. È inquieta, piena di domande, attraversata dal dubbio. Non cerca risposte definitive, ma continua a interrogare il mondo. Anche quando parla di Dio, Smith sembra farlo dalla soglia: quella zona in cui la fede e il dubbio smettono di essere opposti e diventano due modi diversi di cercare.
San Francesco, in questo racconto, non è dunque soltanto il Santo della tradizione cristiana. È il ribelle che ha scelto la povertà, il poeta che ha cantato la natura, il viandante che ha fatto della propria vita una strada.
Una figura che Patti Smith può riconoscere come familiare.
Una nuova pagina di una storia cominciata con Horses
Sono passati più di cinquant’anni da quando Patti Smith pubblicò Horses e cambiò per sempre il rapporto tra poesia e rock. Da allora ha attraversato musica, fotografia, pittura, letteratura e attivismo senza mai smettere di considerare l’arte una forma di resistenza.
Il suo percorso è stato sempre un movimento verso qualcosa.
Verso Rimbaud. Verso Blake. Verso Mapplethorpe. Verso i grandi musicisti e poeti che hanno abitato il suo immaginario. E, adesso, ancora verso Francesco.
Non è difficile immaginare il senso di questo nuovo viaggio: prendere una figura del XIII secolo e riportarla nel presente, in un tempo segnato dalla guerra, dalla crisi ambientale, dalla solitudine e da una crescente incapacità di ascoltare.
Francesco torna così a essere una domanda contemporanea.
Quanto ci basta? Quanto possediamo? Che rapporto abbiamo con la natura? E soprattutto: siamo ancora capaci di riconoscere nell’altro qualcuno che ci riguarda?
Roma, una sera in cammino
Il 6 dicembre l’Auditorium Parco della Musica diventerà per una sera una sorta di stazione di passaggio. Non un tempio, non un teatro nel senso tradizionale, ma un luogo dove fermarsi ad ascoltare.
Patti Smith arriverà con la sua voce, le sue chitarre, i suoi versi e una storia cominciata molto lontano da Roma e, in qualche modo, anche molto lontano da Assisi.
“Where Francis Walked” non promette una ricostruzione storica. Promette qualcosa di più difficile: provare a sentire ancora oggi l’eco di quei passi.
Otto secoli dopo la morte di Francesco, Patti Smith torna a mettersi in viaggio.
E forse il senso di questo spettacolo è tutto qui: non raccontare un santo, ma seguire una traccia. Non celebrare una leggenda, ma vedere se quella strada conduce ancora da qualche parte.
Per una sera, almeno, sarà la musica a indicare la direzione.
