Marracash e Guè tornano insieme con un nuovo singolo, “Casini”, a dieci anni dall’uscita di “Santeria”. Il brano sarà disponibile un’ora dopo la mezzanotte e arriva alla vigilia di un appuntamento particolarmente significativo per i due rapper: il 12 e 13 settembre saranno protagonisti di due concerti all’Ippodromo SNAI San Siro di Milano, pensati per celebrare il decennale del loro album comune.
L’annuncio è arrivato sui social, accompagnato da una ricorrenza che racconta bene il legame tra i due artisti: trent’anni di amicizia, vent’anni di carriera condivisa e dieci anni di “Santeria”. Un percorso che affonda le radici nella Milano rap degli anni Novanta e che ha portato Marracash e Guè a diventare, separatamente e insieme, due figure centrali dell’evoluzione del rap italiano.
“Casini” nasce dunque come un regalo per celebrare questa storia. Un nuovo capitolo, almeno per il momento isolato, che riporta sotto i riflettori una delle coppie più riconoscibili della scena italiana.
“Santeria”, il disco che mise insieme due mondi
Quando “Santeria” arrivò nei negozi, nel giugno del 2016, Marracash e Guè erano tutt’altro che esordienti. Entrambi avevano alle spalle anni di carriera, album importanti e un ruolo ormai consolidato all’interno della scena hip hop italiana.
Il progetto rappresentava però qualcosa di diverso: non una semplice collaborazione tra due rapper, ma un intero album costruito sulla loro complementarità.
Marracash e Guè provenivano dalla stessa storia, quella della scena milanese e della Dogo Gang, ma nel frattempo avevano sviluppato personalità artistiche molto differenti. Marracash aveva costruito una parte importante della propria identità sulla scrittura introspettiva, sul racconto personale e sull’osservazione della realtà. Guè aveva invece portato avanti un immaginario più legato allo street rap, alla cultura hip hop americana, al lusso e alla provocazione.
“Santeria” mise queste due anime una accanto all’altra.
Il risultato fu un disco capace di alternare brani più immediati a momenti in cui emergeva soprattutto il piacere dei due rapper di confrontarsi con linguaggi, produzioni e atmosfere differenti. Un lavoro nel quale la personalità dei singoli non veniva cancellata dalla collaborazione, ma diventava parte integrante dell’identità dell’album.
Un passaggio importante per il rap italiano
Il 2016 fu un anno di trasformazione per il rap italiano. Il genere aveva ormai conquistato una posizione centrale nel mercato musicale e stava progressivamente superando i confini della scena underground. Nel frattempo, la nuova generazione della trap si preparava a cambiare ulteriormente linguaggi, produzioni e pubblico.
In questo contesto, “Santeria” arrivò in un momento particolarmente favorevole.
Il disco dimostrò che due artisti con una storia profondamente radicata nell’hip hop potevano costruire un progetto ambizioso e contemporaneamente parlare a un pubblico molto più ampio. Non si trattava più soltanto di portare il rap fuori dalla nicchia: si trattava di dimostrare che il rap poteva avere una dimensione discografica e popolare senza rinunciare completamente alla propria identità.
“Santeria” contribuì così a fotografare uno dei momenti in cui il rap italiano stava diventando definitivamente una componente centrale della musica mainstream.
Marracash e Guè, la forza delle differenze
Il successo del progetto può essere letto anche attraverso il rapporto tra i due protagonisti.
Marracash e Guè non hanno mai avuto bisogno di essere artisticamente sovrapponibili. È proprio la distanza tra le loro personalità ad aver reso interessante la collaborazione.
Marracash porta nel rap una dimensione più riflessiva e narrativa, mentre Guè ha costruito nel tempo un personaggio riconoscibile, ironico e provocatorio, profondamente legato alla cultura rap internazionale. Quando si incontrano, queste due identità producono un equilibrio particolare: da una parte il racconto, dall’altra l’attitudine; da una parte l’introspezione, dall’altra il gioco con il personaggio.
È una formula che aveva già funzionato nelle loro precedenti collaborazioni e che con “Santeria” venne trasformata in un progetto completo.
La consacrazione di una coppia, non di due esordienti
Parlare di “Santeria” come del disco che ha consacrato Marracash e Guè richiede una precisazione. Nel 2016 entrambi erano già artisti affermati e avevano costruito una propria identità discografica.
Il vero salto fu quello della coppia artistica.
“Santeria” consolidò l’idea che Marracash e Guè, quando si trovano sulla stessa traccia, possano creare qualcosa che non coincide semplicemente con la somma delle loro carriere soliste. Il disco trasformò una lunga amicizia e una storia comune in una vera identità a due.
Anche per questo, a dieci anni di distanza, il progetto conserva un significato particolare all’interno della loro discografia.
Dieci anni dopo
“Casini” arriva quindi in un momento simbolico. Il nuovo singolo non è soltanto una collaborazione tra due rapper che hanno già condiviso moltissimo, ma il modo con cui Marracash e Guè scelgono di accompagnare il decennale di uno dei progetti più rappresentativi della loro storia.
A dieci anni da “Santeria”, il rap italiano è profondamente cambiato. Sono cambiate le generazioni, i linguaggi, il mercato e il rapporto tra hip hop e musica popolare. Marracash e Guè, però, sono rimasti due punti di riferimento di questo percorso.
“Casini” arriva così come un ritorno breve ma significativo: una nuova canzone per celebrare un disco, una carriera condivisa e soprattutto un rapporto umano che dura da tre decenni.
Il resto, almeno per ora, è affidato alla musica.
