Dolly Parton aveva un appuntamento con il futuro. E, a modo suo, aveva già lasciato tutto organizzato.
La regina del country, morta martedì a Nashville, ha lasciato dietro di sé centinaia di canzoni inedite. Ma ce n’è una, in particolare, che nessuno potrà ascoltare ancora per vent’anni. Si intitola “My Place in History” e, a giudicare dal titolo, non potrebbe esserci testamento più dollyano.
Il brano è stato registrato più di dieci anni fa e poi chiuso in una capsula del tempo al DreamMore Resort di Dollywood, il parco a tema che Parton ha costruito in Tennessee trasformando la propria mitologia in un luogo fisico. La capsula sarà aperta soltanto il 19 gennaio 2046, giorno in cui Dolly avrebbe compiuto cento anni.
«A Dollywood facciamo un sacco di cose e un anno ci venne questa idea», aveva raccontato la cantante a Jimmy Fallon. Una trovata apparentemente bizzarra, destinata però a diventare uno degli ultimi messaggi di Dolly al futuro.
La capsula, realizzata in legno di castagno e dedicata allo zio Bill Owens — impegnato nella tutela e nel recupero del castagno americano — contiene due copie della canzone: una su CD e una su musicassetta. Un piccolo museo del tempo analogico, con dentro una voce destinata a riemergere quando Dolly non ci sarà più da un pezzo.
E forse è proprio questo il punto: Parton non ha mai avuto un rapporto particolarmente rispettoso con il concetto di fine.
Aveva promesso che avrebbe lavorato fino all’ultimo giorno. E ha mantenuto la promessa.
Prima della morte, la cantante di “9 to 5” ha lavorato insieme al suo team a una vera e propria road map per la propria eredità artistica. Non soltanto dischi, ma libri, film, spettacoli, prodotti, esperienze e nuovi progetti destinati a mantenere viva la sua presenza anche quando non avrebbe più potuto esserci fisicamente.
Il suo storico manager, Danny Nozell, ha spiegato che molti di questi progetti erano già in diverse fasi di sviluppo.
«Faremo in modo che i tanti sogni che non aveva ancora potuto realizzare prendano vita», ha annunciato. E ha aggiunto una promessa importante ai fan: se dai canali ufficiali arriveranno nuova musica, prodotti, libri, esperienze o campagne, saranno iniziative che porteranno ancora la firma personale di Dolly.
La lista è lunga. E molto, molto Dolly.
Ci sono uno spettacolo con un avatar della cantante, un documentario, un biopic, una docuserie e una serie televisiva di fiction, oltre a una lunga coda di progetti ancora da annunciare.
«Dolly ha lavorato fino al giorno della morte. Amava vedere i suoi sogni diventare realtà e sapere che il suo lavoro regalava gioia alle persone», ha raccontato Nozell.
E infatti il futuro della Parton Corporation — metà macchina dello spettacolo, metà fabbrica di sogni — è già in movimento.
Nel 2026 arriveranno i Dolly’s Tennessean Travel Stops, presentati durante la National Truck Driver Appreciation Week dal 13 settembre. Il Dolly Parton’s SongTeller Hotel accoglierà i primi ospiti dal 14 settembre. Il 15 settembre toccherà alle bambole Dolly, mentre il 29 settembre aprirà il Dolly’s Life of Many Colors Museum. Per Natale è invece previsto Dolly on the Holly.
E Broadway non è da meno.
Le anteprime di Dolly: A True Original Musical cominceranno il 7 dicembre, mentre la prima ufficiale è fissata per il 19 gennaio 2027, la data in cui Dolly avrebbe compiuto 81 anni.
Poi arriveranno altri pezzi di questo gigantesco mosaico: una collezione di bigiotteria realizzata con Kendra Scott, una linea di snack per cani e una collezione di biancheria per la casa prevista per il terzo trimestre del 2027.
Dolly Parton, insomma, continua a fare quello che ha sempre fatto: scrivere canzoni, costruire mondi e trovare nuovi modi per trasformare una storia personale in qualcosa che appartenga a milioni di persone.
Solo che stavolta c’è una differenza.
Una delle sue canzoni è stata affidata a una capsula di legno e consegnata al futuro.
Il 19 gennaio 2046 qualcuno la aprirà. Partirà una musicassetta o un CD. E per la prima volta, “My Place in History” uscirà dalla sua prigione del tempo.
Dolly non ci sarà.
Ma avrà ancora qualcosa da dire.
