Renato Zero riapre il capitolo delle sue influenze musicali e, dopo mesi di attesa, dà finalmente un nome al progetto che sta costruendo da quasi due anni. Si intitola “Irriducibili Miti” e raccoglie una serie di riletture attraverso cui l’artista romano torna a confrontarsi con alcune delle canzoni che hanno accompagnato la sua formazione.
L’ultimo tassello è “Si può impazzire (Don’t Make Me Over)”, nuova interpretazione del brano che nel 1962 contribuì a lanciare la carriera solista di Dionne Warwick. Zero conserva l’impianto musicale originale e interviene invece sulle parole, trasformando il pezzo in una nuova canzone italiana, filtrata attraverso la propria sensibilità.
È proprio questa la chiave dell’intero progetto: non una semplice traduzione e nemmeno un esercizio di nostalgia, ma un dialogo con la memoria musicale. Zero prende melodie appartenenti a epoche e mondi diversi e le porta nel proprio universo espressivo, riscrivendone il significato senza cancellarne l’identità.
L’annuncio del nuovo brano è arrivato sui suoi canali social insieme alla rivelazione del titolo della raccolta. «Le mie radici stanno prendendo forma», ha anticipato l’artista, invitando il pubblico a scoprire progressivamente il progetto. Una dichiarazione che sintetizza bene la natura dell’operazione: tornare indietro per raccontare, ancora una volta, il presente.
Il percorso era cominciato nel novembre 2024, quando alcune di queste reinterpretazioni erano state presentate dal vivo durante le ultime date romane di “Autoritratto – I concerti evento”. Da allora Zero ha attraversato un repertorio internazionale vastissimo, scegliendo brani associati a figure come Elton John, Bob Marley, Louis Armstrong, Whitney Houston, Etta James, Barry Ryan ed Elvis Presley.
Le prime uscite avevano inaugurato il progetto con due brani: “Silenzio che lo sguardo tuo parla per te”, costruita sulla melodia di “Sorry Seems To Be The Hardest Word” di Elton John, e “Resta accanto a me”, nata dalla celebre “Redemption Song” di Bob Marley. Nel 2025 sono poi arrivate altre riletture, tra cui “Che miracolo sei”, da “What a Wonderful World”, “Suoni”, ispirata a “Sunny”, “Per sempre noi”, legata a “I Have Nothing”, e “Sarai”, costruita sulla melodia di “At Last”.
A giugno dello stesso anno Zero aveva aggiunto “Un’avvincente scommessa”, da “Eloise” di Barry Ryan, e “E meno male che non siamo dèi”, rilettura di “Can’t Help Falling in Love” di Elvis Presley. Poi, una pausa.
Nel frattempo il cantautore ha spostato il baricentro sulla propria produzione, pubblicando nell’ottobre 2025 “L’Orazero”, album composto da diciannove brani inediti, e affrontando nei mesi successivi un nuovo tour nei palasport.
Ora il progetto delle cover torna al centro della scena con il suo nono episodio. “Si può impazzire” non è soltanto una nuova uscita: è la conferma di un’idea che Zero porta avanti con calma, lasciando che siano le canzoni a suggerire la direzione.
In “Irriducibili Miti”, il passato non viene trattato come un museo. Diventa materia viva: melodie conosciute da generazioni, nuove parole e una voce che prova a capire cosa rimane davvero di una canzone quando la si attraversa con la propria storia.
